domenica 18 dicembre 2011

Sherlock Holmes: Gioco di Ombre: recensione e trama del film con Robert Downey Jr e Jude Law


A due anni esatti dall'uscita nelle sale di Sherlock Holmes di Guy Ritchie, Robert downey Jr torna a vestire i numerosi panni del detective più famoso  nel sequel Sherlock Holmes - gioco di ombre.  Il regista, pur mantenendo in sostanza le impostazioni narrative e scenografiche che avevano portato al successo il primo film, insieme alla ottima interpretazione di Robert Downey Jr,  in questa seconda pellicola tende a rimarcare fin quasi all'esasperazione sia certe peculiarità dei caratteri del protagonista e del rapporto che costui ha con il Dottor Watson - Jude Law, che alcuni aspetti del proprio modo di star dietro la macchina da presa.
Il risultato è che il pur bravissimo Robert Downey Jr interpreta uno Sherlock Holmes troppo distante, probabilmente volutamente, dall'originale delineato dal tratto della penna di Sir Arthur Conan Doyle, al contempo troppo vicino a certi action-hero made in Hong-Kong od Hollywood e che invece di seguire una trama che segua la logica deduttiva del protagonista alla ricerca della soluzione del caso lo spettatore si trova catapultato in scene di guerra ed in duelli acrobatici che sembrano più adatti ad ambientazioni cinesi in stile "La tigre e il dragone" o ad ambienti fantascientifici stile Matrix, a causa dell'utilizzo eccessivo del rallenty e di effetti speciali esasperati per un film ambientato nel 1891 con Sherlock Holmes protagonista, esperto sì di arti marziali, ma che nella finzione letteraria aveva sempre risolto i casi con l'uso dell'ingegno e mai con l'abuso della forza. 

Lo Sherlock Holmes di Ritchie è semplicemente eccessivo, sia nei travestimenti che diventano più una mania che necessità legate all'investigazione, che nell'uso smodato, come accennato, della forza fisica e le capacità intuitive e l'uso della logica deduttiva sembrano diventare quasi arti magiche che rendono il protagonista in grado di prevedere ogni mossa dell'avversario in modo da conoscere in anticipo l'esito di qualsiasi scontro fisico.
Gravata dagli effetti speciali e dall'aggiunta di numerose scene di azione, peraltro davvero ben realizzate, la trama sembra quasi essere stata trascurata dal regista e lo scontro fra il professor Moriarty e Sherlock, sulla cui dicotomia dovrebbe basarsi l'intera pellicola, è ridotto a ben poca cosa.
Il dubbio che assale lo spettatore è quale sarebbe stato il giudizio all'uscita dalla sala cinematografica se ad interpretare Sherlock Holmes non fosse stato Robert Downey Jr ma un altro attore, se la straripante simpatia ed autoironia del protagonista non fosse stata in grado di sostenere da sola il personaggio, salvando un film che altrimenti  difficilmente avrebbe potuto raggiungere il "si può vedere".
Il Watson di Jude Law è un po' troppo comprimario rispetto al capitolo precedente di quella che può diventare  una nuova "saga" cinematografica, dato che il finale scelto lascia intendere che nuovi dilemmi dovranno essere risolti dal miglior detective d'Inghilterra.
Debole a causa probabilmente del limitato spazio concesso è il professor Moriarty, quello che dovrebbe essere per capacità intellettive l'alter ego negativo del protagonista, interpretato da Jared Harris.
Alle tre figure femminili presenti è concesso poco spazio, pedine piuttosto che protagoniste, anche perchè chi è dietro la macchina da presa in più punti preferisce soffermarsi sul rapporto fra Holmes e Watson, che in più di un momento sembra non essere quello di due colleghi o amici ma piuttosto di due inconsapevoli amanti.
Come nel primo film le scene in cui sono ricostruite le città di fine XIX secolo sono davvero ben congeniate, con l'inquadratura che volutamente si sofferma su quei particolari (i cantieri della metropolitana a Londra, quelli del Sacro Cuore a Parigi) in grado di far entrare rapidamente il pubblico nel contesto storico in cui è ambientata la narrazione.

GIudizio complessivo: @@@
Il film è risultato essere il più visto nel weekend 16-18 dicembre incassando oltre 3.400.000 milioni di euro nel primo weekend "natalizio".

Di seguito è descritta parte della Trama del film Sherlock Holmes: gioco di ombre

Una bomba a Strasburgo, alcuni delitti insoluti e morti sospette in giro per l'Europa, fatti per tutti del tutto scollegati fra loro tranne che per l'arguto Sherlock Holmes che, orfano del dottor Watson preso dai preparativi del proprio matrimonio, sfrutta l'ex studio di costui per tessere una tela per risalire all'autore dei delitti: l'illustre professore e noto filantropo Prof. James Moriarty, amico personale del primo ministro e persona rispettata in ambito europeo.  Seguendo le mosse dell'amata e disonesta Irene, utilizzata da Moriarty come una sorta di corriere, Sherlock Holmes riesce a sventare un attentato in una sala d'aste ma non a evitare la morte di una pedina fondamentale per cercare di risalire alla verità...

2 commenti:

Marco Goi (Cannibal Kid) ha detto...

già il primo mi aveva entusiasmato ben poco e questo da quanto dici sembra ancora più un'americanata/baracconata, quindi mi attira ancora meno.. :)

Fabrizio Reale ha detto...

Marco è un'americanata/baracconata...

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