martedì 1 marzo 2011

Forrest Gump (1994): recensione del film con Tom Hanks di Robert Zemeckis



La vita è uguale a una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti capita.  Che piaccia o no, Forrest Gump è una pietra miliare della cinematografia americana ed il giovane Forrest è uno dei più classici anti eroi per eccellenza, uno di quei personaggi che Hollywood ama a tal punto da premiare con una pioggia di Oscar la pellicola girata da Robert Zemeckis.
L'intero film è un magistrale resoconto storico di trenta e più anni di storia degli Stati Uniti di America visti  con gli occhi di un bambino con un quoziente intellettivo troppo basso per essere ammesso nelle normali scuole, onesto e puro di cuore, incapace di provare sentimenti di odio e fortunato nell'essere sfruttato dalle persone giuste e nell'aver trovato i pochi giusti amici.  Grazie a un montaggio da Oscar, ad una colonna sonora formidabile ed a una ottima scenografia il giovane Forrest (Oscar meritatissimo per Tom Hanks) partecipa, diventandone spesso protagonista involontario, a numerosi eventi chiave della storia recente americana, ritrovandosi a tu per tu con presidenti, politici, grandi personaggi, partecipando alla guerra in Vietnam, diventando suo malgrado icona sportiva prima in uno stadio di football universitario e poi nelle palestre americane e cinesi di ping pong, ritrovandosi a far dichiarazione commosse in una gigantesca manifestazine pacifista o a dover affrontar le tristi tematiche della droga e dell'AIDS.  Forrest corre in un'America in cerca di idee ed icone, Forrest salva gli amici perchè è giusto farlo, senza pensare a motivi o senza riuscire a provare paura, Forrest diventa suo malgrado multimilionario ma passa il tempo a fare -gratis- il giardiniere e diventa famoso quando decide di correre da un oceano all'altro per diversi anni, diventando suo malgrado anche questa volta simbolo di un modo di protestare, saggio e filosofo senza saper di esserlo. 
Il personaggio interpretato da Tom Hanks è come la piuma che più volte compare nella narrazione: si fa sospingere docilmente dalla corrente senza mai opporsi, ingenuamente ignorante delle difficoltà che gli si prospettano innanzi ma anche in grado di costruirsi da solo una vita normale a dispetto di un quoziente intellettivo di 75, inferiore agli standard previsti.   

Film bellissimo ed emozionante, che fu premiato con 6 Oscar meritati su tredici candidature nel 1995. Robert Zemeckis con l'espediente narrativo del giovane Forrest che in attesa del proprio autobus racconta spezzoni della sua vita ad illustri sconosciuti riesce ad amalgamare in maniera perfetta le varie scene della vita del protagonista. 
Eccezionale Tom Hanks, ottima anche la performance di Gary Sinise, il cui ruolo del veterano tenente Dan Taylor gli valse la nomination agli Oscar 1995 come miglior attore non protagonista.  

Giudizio complessivo: @@@@@@

Breve rassegna stampa da altri blog cinefili italiani:
"Forrest Gump è Tom Hanks. Senza la magistrale interpretazione del poliedrico e camaleontico attore, infatti, a mio avviso la riuscita vincente e il successo di questa pellicola non sarebbero stati gli stessi. " (da C'era una volta il cinema)
"Tom Hanks rispolvera l’entusiasmo fanciullesco del ragazzino in un corpo da uomo di Big e tratteggia con il suo stile non stile e la sua faccia da americano medio un commovente ed esilarante eroe alternativo". (da Il cinemaniaco)
 

3 commenti:

ilbibliofilo ha detto...

a me è sembrato più che altro un film comico (in certi momenti non si può non ridere, ad es. quando gli attribuiscono un "maledetto quoziente intellettuale" perché sa montare e smontare la sua arma in Vietnam) con momenti di intensa commozione
BELLISSIMA LA COLONNA SONORA

Fabrizio Reale ha detto...

cercavo una tua recensione per metterla nella breve rassegna blog ma non l'ho trovata... sì... a tratti è di una comicità unica

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

un film ottimo, però per me quell'anno avrebbe dovuto vincere pulp fiction nettamente (pellicola del tutto opposta a questa).
tarantino rules :)

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