domenica 19 febbraio 2012

Paradiso amaro: recensione e trama del film con George Clooney

The Descendants, uscito nelle sale cinematografiche italiane con l'improprio titolo Paradiso amaro, il cui significato è stravolto come purtroppo spesso accade in Italia,  è uno dei film più attesi alla cerimonia degli Oscar 2012. Alexander Payne riesce a raccontare con delicatezza e bravura un dramma familiare, insistendo sul rapporto  fra un padre e le proprie figlie e fra un uomo ed il passato della propria famiglia indissolubilmente legata alla terra natia, quelle isole Hawaii che diventano protagoniste al pari di Matt King, interpretato da un ottimo George Clooney, in grado di offrire una delle proprie migliori prestazioni sul grande schermo. Tratto dal bestseller "Eredi di un mondo sbagliato" di Kaui Hart Hemming, ambientato in alcune delle principali isole dell'arcipelago delle Hawaii, Paradiso Amaro / The descendants può contare su una sceneggiatura da Oscar - una delle cinque nomination è per la migliore sceneggiatura non originale - ed una trama bene ordita e costruita attorno alla figura predominante di Matt King- George Clooney, protagonista in campo e fuori, essendo in parte anche voce narrante, perfetto nell'interpretare la mutazione caratteriale di un uomo forte travolto dagli eventi, di un padre disabituato ad avere un dialogo con le proprie figlie, di un marito non preparato nè a perdere la propria amata nè a scoprire di essere stato tradito, di un uomo pronto a non rinnegare il proprio passato ed a prendere decisioni anche difficili pur di salvaguardare il patrimonio paesaggistico, una incontaminata spiaggia con annessa foresta tropicale, che lui ed i propri cugini hanno ereditato.  La meravigliosa ambientazione contribuisce a stemperare il dramma, così come alcune figure di contorno hanno il ruolo ben delineato di far assumere toni da commedia a quella che in diversi momenti altro non è che una vera pellicola drammatica e non una "dramedy", commedia drammatica tanto in voga ad Hollywood, come è non a torto catalogata dai principali siti e blog cinefili.
La pellicola nel suo complesso piace, in un continuo alternare momenti tragici ad altri più leggeri, fra scene crude accanto ad un lettino d'ospedale ed una corsa in ciabatte a perdifiato, una lacrima che scende lentamente sul volto segnato dalle rughe del protagonista ed un dito medio alzato dalla piccola Scottie, riflessioni sul testamento biologico ed un cazzotto mollato in pieno volto dal nonno all'amico della nipote.

Ottima la prova di George Clooney, aiutato da una sceneggiatura costruita appositamente per mettere in risalto il protagonista principale, a conferma che un ruolo drammatico gli si addice più di tanti ruoli in pelicole leggere che ha interpretato nel recente passato. Molto brava la giovane Shailene Woodley, capace di ottenere una nomination come migliore attrice non protagonista ai Golden Globe 2012 all'esordio sul grande schermo dopo esser stata protagonista della serie tv La vita segreta di una teenager americana.
Piace la piccola Amara Miller, nei panni di Scottie, diverte e fa riflettere Nick Krause in un ruolo, quello di Sid l'amico di Alexandra, che spesso serve esclusivamente a stemperare la tensione nello spettatore e portare il pubblico ad inaspettata ilarità. Nel cast figurano anche Beau Bridges, Matthew Lillard (lo Shaggy della versione cinematografica di Scooby-Doo), Robert Forster e Judy Greer.

Giudizio complessivo @@@@@
Di seguito e' descritta parte della trama
Matt King è un avvocato hawaiano che, accorso al capezzale della moglie Elizabeth in coma dopo un grave incidente durante una gara in motoscafo, si rende conto di essere stato distante dai propri affetti e promette a se stesso di aver maggiore cura sia della moglie, che della piccola Scottie, la figlia di dieci anni, della quale non si occupava da solo da quando era capitato per caso di farlo sette anni prima,che di Alexandra, la figlia maggiore in collegio presso un istituto dell' "Isola Grande" (l'isola di Hawaii). Come se non bastasse è chiamato, come fiduciario del trust di famiglia, a decidere delle sorti di un intero pezzo di isola incontaminato, ereditato dai propri avi ed in particolare dalla trisavola principessa hawaiana che aveva sposato il proprio banchiere bianco.
Entrambi i compiti saranno ardui per Matt, onesto ed infaticabile lavoratore nononstante  l'ingente patrimonio familiare, soprattutto nel crescere da solo due ragazze problematiche in età cruciali. In una situazione già difficile da gestire arriveranno due notizie a scoinvolgere la vita della famiglia King: la consapevolezza che la morte di Elizabeth giungerà presto e la scoperta che costei aveva un ignoto amante. Matt deciderà di cercare costui....

4 commenti:

Alessandra ha detto...

Forse vado a vederlo stasera. Devo dire che ho ottime aspettative, soprattutto dopo aver letto questa ennesima recensione positiva.

Fabrizio Reale ha detto...

Aspetto di leggere la tua recensione allora!!
F.

Marco Goi (Cannibal Kid) ha detto...

film molto carino, però non mi è sembrato un capolavorone...

Fabrizio Reale ha detto...

Non è un capolavorone ma un bel film... secondo me però è in gara per due statuette (Clooney e sceneggiatura non originale)

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