giovedì 29 settembre 2011

A-Team (2010): recensione del film con Liam Neeson e Bradley Cooper


Un budget stellare, grandi nomi di Hollywood,  un'enormità di effetti speciali non possono da soli ricreare lo spirito di una serie televisiva, A-Team, che "ha fatto epoca" ed ha incollato alla televisione milioni di spettatori in giro per il mondo con schema e scenografia semplici ma a loro modo geniali... Nonostante ciascun episodio fosse a sè stante e seguisse uno stesso canovaccio, alla luce di quanto visto nella trasposizione cinematografica,  il prodotto finale, seppur contenuto nei tempi e realizzato con budget risicato, risultava "ben riuscito" e funzionale allo scopo.
Se infatti trasferire sul grande schermo una serie TV raramente ha successo e spesso si traduce in un coro critico da parte dei fan dell'epoca, va dato atto ai produttori di A-Team, film uscito nelle sale cinematografiche mondiali nel corso del 2010,  di essere riusciti ad individuare quattro protagonisti che fossero più adatti possibili a sostituirsi agli originali.
Se Liam Neeson, per quanto ottimo attore e per quanto truccato e probabilmente photoshoppato nelle locandine per risultare quanto più simile all'originale Hannibal Smith, non ha il carisma e l'esperienza di un George Peppard,  Bradley Cooper è riuscito nel ruolo che fu di Dirk Benedict ed anche Sharlto Copley bene interpreta Mardock Il Pazzo. Discorso a parte per Quinton Rampage Jackson, in quanto costui aveva l'impossibile compito di riprendere la figura di Bosco "P.E." (Pessimo Elemento) Baracus, nell'immaginario collettivo coincidente con quella dell'attore (Rocky III), ex wrestler e persino protagonista di un fumetto, Mr T (all'anagrafe Laurence Tureaud).
Dovendo spalmare su tempi cinematografici un format nato per piccoli e brevi episodi televisivi, il regista Joe Carnahan sceglie di ripartire dalla genesi del team alfa o a-team, raccontando le fortuite (fin troppo) coincidenze che avevano portato i quattro a conoscersi e soprattutto l'esperienza che ne avrebbe decretato lo stato di clandestinità, allontanandosi però moltissimo dall'originale, svuotando il contenitore televisivo per riempirlo di una marea di effetti speciali e di azioni degne dei migliori action movie.  Le scene ambientate in porto sono difatti spettacolari ma alla fine dei botti potrebbe tranquillamente uscire dalle fiamme un Mel Gibson in stile Arma Letale o un qualsiasi altro "action hero", non l'A-Team con i loro "piani ben riusciti", la passione di John Hannibal Smith (l'indimenticato George Peppard nella versione originale) per i travestimenti  e la maniacale capacità di realizzare armi con materiali di scarto.
Per quanto riguarda la trama, quel che più sembra arrangiata è proprio la prima parte della pellicola, ambientata in Messico: emblematica la scena in cui due marine americani, uno in missione e l'altro in congedo, si incontrano per puro caso in pieno deserto...

Sufficiente la prova di Liam Neeson, discrete quelle di Bradley Cooper e Sharlto Copley, ben poco credibile, nei panni della militare che deve dare la caccia al team, invece la bella di turno, Jessica Biel.

Giudizio complessivo: @@1/2

3 commenti:

arwenlynch ha detto...

preferisco di gran lunga la serie televisiva, era più frizzante, più tosta :)

Fabrizio Reale ha detto...

NOn c'è paragone! ;)
Fabrizio

Il Bollalmanacco di cinema ha detto...

A me non era dispiaciuto, anche se Liam Neeson nei panni di Hannibal era davvero da dimenticare!!!
Un filmetto divertente per l'estate, ma sicuramente nulla a che vedere con la mitica serie.

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