giovedì 28 ottobre 2010

Wall street il denaro non dorme mai: recensione e trama del film di Oliver Stone con Michael Douglas e Shia Labeouf


Ventitre anni dopo l'uscita nelle sale cinematografiche di Wall Street, Oliver Stone torna dietro la macchina da presa per dirigere Michael Douglas nuovamente nei panni tirati a lucido di Gordon Gekko.  Wall Street il denaro non dorme mai (titolo originale: Wall Street: Money Never Sleeps)  nei cinema italiani dal 22 ottobre, è infatti un vero e proprio sequel del film cult del 1987, con lo stesso protagonista (Gordon Gekko/Michael Douglas) e gli stessi argomenti di massima, anche se affrontati da un punto di vista differente e  con diverse conclusioni. Se negli anni '80  Oliver Stone criticava lo yuppismo e l'eccesso di certi singoli personaggi della finanza americana, ora il dito è puntato contro il sistema intero, marcio a tal punto dall'essere diventato una macchina ingovernabile in cui gli esperti di finanza ed i manager dei grandi istituti bancari finiscono per diventare non più marionettisti ma marionette stesse del sistema, incapaci di controllare la serie di eventi causati dalle proprie azioni scellerate. 
Il film è ambientato in parte nel 2008, all'inizio della crisi economica mondiale che perdura tuttora, allorquando, come fulmini a ciel sereno per la stragrande maggioranza delle persone, come previsto da pochi, pochissimi esperti di mercato, crollarono una dietro l'altra diverse banche d'affari statunitensi e diverse grandi aziende. Oliver Stone tende ad approfondire non poco il problema, entrando in dettagli che forse possono annoiare spettatori poco propensi a film che contengano anche nozioni documentaristiche, ma che di sicuro contribuiscono a comprendere meglio il filo della narrazione.  Non pochi minuti sono dedicati alla descrizione di aziende "verdi" che necessitano di finanziamenti e finanziatori per portare avanti progetti innovativi nel campo dell'energia pulita e rinnovabile... qualcuno si potrà annoiare ma è un bene che se ne parli anche al cinema (consiglio il mio blog di ingegneria per eventuali approfondimenti).

Se Wall Street è descritta come un covo di  personaggi geniali e sadici, incapaci di comprendere a cosa possano portare le proprie decisioni, presi come sono esclusivamente a seguire il dio denaro,  l'intera New York è descritta in modo magistrale dal regista... una città magica e bellissima,  con i suoi ampi e splendidi skyline e le nubi che si specchiano nei grattacieli.
Il film nel suo complesso è da vedere, anche se non è -come mai accade per i sequel - paragonabile alla pellicola originale.  I 133 minuti scorrono abbastanza fluidi, tranne forse per alcuni excursus necessari per far comprendere allo spettatore cosa sia la fusione o cosa siano le pellicole di film fotovoltaico. Stone non sarà più quello di un tempo, avrà magari ammorbidito certe posizioni, ma è indubbio che la qualità di un film firmato Oliver Stone sia di gran lunga superiore rispetto a quel che negli ultimi tempi Hollywood ci ha propinato.
Ottimo Michael Douglas, un Gekko un po' invecchiato e sotto certi aspetti più umano, conscio del fatto di non essere più lui il cattivo, l'avido o quanto meno di non essere il peggiore in un mondo frequentato prevalentemente da speculatori senza alcun scrupolo.  In crescita, grazie alla sapiente mano del regista, Shia Labeouf, in un ruolo diverso da quello con cui è conosciuto dal grande pubblico (Transformers, Indiana Jones ed il teschio di cristallo).  Più che discrete le interpretazioni sia di Carey Mulligan (Brothers, Nemico Pubblico) che di Josh Brolin (Non è un paese per vecchi e decine di altri film a partire dal mitico I Goonies).
Grande come sempre, anche se in un ruolo secondario, Susan Sarandon. Nel film compare in un cameo Charlie Sheen, protagonista insieme a Douglas dell'originale Wall Street del 1987. Nel cast non può non essere citato Frank Langella (il conte Dracula del 1979 e Nixon nel film del 2009) che interpreta il mentore del giovane protagonista.

giudizio complessivo: @@@@

Di seguito è descritta parte della trama del film:

Dopo cinque anni di processo estenuante ed otto di carcere, Gordon Gekko è di nuovo un uomo libero ma ha perso tutto. All'uscita dal carcere infatti non c'è nessuno ad attenderlo:  il figlio è morto per overdose mentre lui era in carcere e l'amata Winnie, la figlia,  non ha voluto più vederlo dal giorno della morte del fratello.  Del tutto fuori dal mondo della grande finanza, si è reinventato scrittore di successo grazie all'autobiografico  "Is Greed Good?", l'avidità è buona?, passando intere giornate a firmare autografi nelle librerie o a tenere conferenze all'interno delle università.  La figlia Winnie (Carey Mulligan) è una blogger di successo e gestisce un sito -"la fredda verità"- che può contare oltre 50.000 contatti giornalieri. Il fidanzato di lei, Jacob (Shia Labeouf) è un geniale broker finanziario con il pallino per le fonti rinnovabili, mentre la madre di quest'ultimo, interpretata da Susan Sarandon, è una ex infermiera di ospedale riciclatasi nel settore immobiliare, impegnata a comprare case per poi rivenderle a prezzo maggiorato.
Durante una delle sue conferenza Gordon Gekko sostiene che la bolla del mercato immobiliare scoppierà e sono in tanti a ridere fra gli esperti di mercato. Pochi giorni dopo però  cominciano a circolare strane voci riguardanti la banca d'affari Zabel, all'interno della quale lavora Jacob ed il cui maggiore azionista e fondatore  è Lewis Zabel, mentore del giovane genio della finanza. Dalle voci incontrollate di possedere "titoli tossici" al tracollo finanziario il passaggio è breve e la riunione in cui i grandi di Wall Street tutti elegantissimi ed all'apparenza tranquilli, sanciscono il crollo della banca d'affari Zabel è sintomatica di come  questi siano convinti di poter gestire la situazione e trarne profitto.  La morte per suicidio di Zabel porterà il giovane Jacob ad avvicinarsi, all'insaputa della futura consorte - è l'anziano Lewis a suggerire al giovane di vivere, sposare l'amata e distaccarsi dal mondo della finanza - , a Gordon Gekko per conoscere il nome di chi ha finanziariamente ucciso il proprio mentore....

Questa recensione è stata pubblicata anche ne "Il laboratorio napoletano".

1 commenti:

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

Sono d'accordo con il tuo giudizio positivo sul film, anzi secondo me è assolutamente all'altezza del già ottimo originale (per certi aspetti persino superiore).
E Carey Mulligan è grandiosa (vabbè, lo so: è un parere da fan, però è veramente grandiosa!) :)

L'unica cosa che non mi ha convinto molto è il finale, ma pazienza...

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