martedì 14 settembre 2010

The American: recensione e trama del film con George Clooney e Violante Placido


Uscito nelle sale cinematografiche italiane il 10 settembre, The American è ambientato quasi interamente in Abruzzo, in provincia de l'Aquila, fra Castel del Monte, Castelvecchio Calvisio, Calascio e Sulmona.  
Basato su un romanzo di quasi venti anni fa, A Very Private Gentleman, il film è costruito sulla figura di Jack, interpretato da George Clooney, killer professionista ed impeccabile, esperto artigiano nella costruzione delle armi, che dopo essere stato costretto ad uccidere una propria amica durante un'azione in Svezia è tormentato dai dubbi e dai rimorsi. 
Nonostante la trama possa portare a pensare che si tratti di un thriller, il regista Anton Corbijn (autore di videoclip di successo degli U2, dei Depeche Mode e dei Coldplay)  tende ad affrontare ed approfondire i tormenti psicologici del protagonista, alla ricerca di sè stesso nella pace e nel silenzio di una delle regioni forse meno conosciute d'Italia da parte del pubblico americano, quell'Abruzzo descritto come un insieme di lande desolate,  e borghi medievali.  In tal contesto sono i silenzi, gli ampi spazi deserti, gli stretti vicoli illuminati da una fioca luce gialla, le stanze di un bordello illuminate da una soffusa luce rossa a dominare la scena in cui si muove quasi sempre in solitudine il killer brizzolato. La lentezza con cui il regista si sofferma sui particolari della vita del protagonista e degli altri pochi interpreti è rotta solo da un inseguimento a bordo di una vespa PX e da poche altre scene d'azione.

Nonostante alcuni spunti interessanti, durante la proiezione sono diversi i momenti in cui lo spettatore è sopraffatto dalla noia e la trama con il passare dei minuti diventa sempre più prevedibile, fino al finale alquanto scontato. 
Bella la fotografia, che indugia sulle bellezze un po' retrò dell'entroterra abruzzese, sfruttando i cieli plumbei e le tenui luci dei lampioni per descrivere piccoli borghi medievali fatti di scalinate e vicoli, archetti e balconcini, per una pubblicità gratuita in favore della provincia più colpita dal terremoto dell'aprile 2009.  La colonna sonora ricalca la lentezza con cui il regista tende a soffermarsi su determinate scene ed è ricca di melodie e canzoni italiane.  Curioso e piacevole il richiamo all'indimenticato Renato Carosone, con "Tu vuo' fa l'americano" che risuona fra le pareti del bar in cui proprio il protagonista, un americano, si atteggia ad italiano sorseggiando un espresso e leggendo il Corriere della Sera.  Diverse sono anche le citazioni ad altre pellicole: su tutte il minuto dedicato al grande Sergio Leone.
Poco più che sufficiente la prova di George Clooney. Perfetto nel ruolo del prete anziano, saggio e con qualche scheletro nell'armadio Paolo Bonacelli.  Fa una buona figura al cospetto del bel George anche Violante Placido, che bene incarna la figura della prostituta romantica e pronta ad innamorarsi del proprio cliente. Gli altri interpreti, fra cui il nostro  Filippo Timi, ricoprono ruoli più marginali.

giudizio complessivo: @@1/2

Di seguito è svelata parte della trama
Jack è un killer spietato, un vero artigiano nella costruzione di armi di precisione. Durante una missione in Svezia non tutto va come previsto ed è costretto, per nascondere la propria identità, durante un conflitto a fuoco con dei nemici apparsi dal nulla, ad uccidere anche la ragazza che era con lui.  Preso dal rimorso per quanto accaduto, all'arrivo a Roma per assumere un nuovo incarico, decide di non seguire pedissequamente quanto richiesto dal proprio capo, Pavel, ma di svolgere l'ultimo lavoro in maniera diversa, prendendo contatti con la gente del posto e dedicando un po' di tempo anche alla ricerca di sè oltre che al lavoro. La costruzione di un'ultima arma di precisione per conto della bella ed affascinante Ingrid avverrà in un tranquillo appartamento fra i vicoli e le scalinate di un antico borgo abruzzese e l'incontro con l'anziano parroco e con una giovane e bella prostituta del luogo sconvolgeranno la vita del protagonista.

Il trailer è già stato pubblicato qui.
Questa recensione è stata pubblicata anche ne "Il laboratorio di Fabrizio Reale"

6 commenti:

Anonimo ha detto...

semplicemente ridicolo, dovrebbe essere trasmesso gratis nelle sale cinematografiche..che schifo di film, che sola.

Anonimo ha detto...

bellissimo film: intenzionalmente minimale, un omaggio a certo cinema italiano (oltre che ai luoghi abruzzesi): abituati a vedere Mr. Clooney in ruoli caramellati, la costruzione di una pellicola dal costrutto di stridente semplicità lascia inizialmente perplessi, ma diventa convincente dopo un necessario periodo di decantazione. Un cult

Elena ha detto...

mi permetto di dire anonimo 2 senza esitazione che il film è colmo di una noia estenuante mortale e senza ritorno. COnvinte di andare a vedere un film sì senza pretese, ma "c'è clooney non può proprio essere una pellicola pessima" i fatti ci hanno smentito al 12° minuto, senza via di ritorno, verso l'oblio e oltre. Mono espressione di Giorgione, trama ancora da capire, minuti sprecati per descrivere scene inutili. L'Italia è presa in esame dagli americani come turisti e non come conoscitori del luogo (vd fra tutti canzone di Renato Carosone all'interno del bar). Concludo con "Corbijn i videoclip durano circa 3/4 min, non cambiar strada e affezionati al cortometraggio, ti dona!"

Dario ha detto...

Che tristezza Mr Clooney

Anonimo ha detto...

ho vito il film ieri sera e stamattina sono ancora su internet a cercarne la trama, non si capisce una mazza, uno dei peggiori film visti in vita mia. speri addirittura che la morte sopraggiunga prima della fine del film per alleviarti il tormento... una cagata pazzesca come direbbe Fantozzi

Anonimo ha detto...

Un film insulso, noioso, banale, prevedibile, scontato; personaggi privi di spessore psicologico, altro che "stridente semplicità" è un film assolutamente vuoto.

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