lunedì 23 maggio 2011

Benvenuti al Sud (2010): recensione del film con Claudio Bisio e Alessandro Siani


Giù al Nord è stato il fenomeno cinematografico francese della stagione 2008, diventando il secondo film di sempre in Francia in quanto a numero di spettatori al cinema alle spalle del solo Titanic.  Benvenuti al Sud,  remake italiano affidato alla regia di Luca Miniero, segue pedissequamente il canovaccio del grande successo di Dany Boon, che fra l'altro compare in un cameo, sopratutto per quanto riguarda la prima parte della pellicola. Se infatti interi spezzoni di trama sono una copia conforme con la sola variazione dei nomi dei protagonisti e delle località, con interi dialoghi copiati dall'originale, pur non allontanandosi mai da Giù al Nord, Benvenuti al Sud affronta tematiche differenti allorquando vanno approfonditi e successivamente demoliti i luoghi comuni con cui la gente del nord tende a bollare quelli del sud.  Se infatti, a differenza dell'originale, l'Alberto Colombo interpretato da Claudio Bisio non può temere nè le bellezze paesaggistiche nè il clima del luogo, se Napoli più volte citata nei primi minuti non può in alcun modo essere vista come un borgo di campagna, gli stereotipi affrontati sono ben più  pesanti di quelli narrati in Giù al Nord, dalla mancanza di igiene alla criminalità diffusa ovunque, al problema della spazzatura, anche se in questo caso la realtà supera tristemente la fantasia.  Riprendendo al contrario una delle frasi cardine del film originale, il protagonista scoprirà che i luoghi comuni sono una falsità e che "il forestiero che arriva al Sud piange due volte: quando arriva e quando parte".  

Bravo e ben adatto al ruolo il "settentrionale" Claudio Bisio, discreta Angela Finocchiaro , molto divertenti i quattro protagonisti "meridionali": Alessandro Siani, Valentina Lodovini (l'unica non napoletana), Nando Paone e Giacomo Rizzo. 

Sul giudizio globale sulla pellicola pesa molto l'essere poco più di  un mero adattamento di un bel film uscito in Italia solamente un anno prima. Il grande successo in termini di pubblico che Benvenuti al Sud ha avuto è dovuto sopratutto agli ottimi soggetto e sceneggiatura originali di Dany Boon ed al fatto che il film Giù al Nord in Italia non avesse avuto grandissima diffusione (il film incassò poco più di 3 milioni di euro), ciò nonostante va dato merito ai protagonisti ed al regista di essere riusciti ad adattare una pellicola nata per il pubblico francese a quello italiano, pur perdendo alcune scene legate ad alcune peculiarità dei luoghi (il protagonista del sud/nord si trasforma in fuochista da campanaro che era) e non riuscendo a dare lo stesso slancio comico senza alcun buco di trama durante le scene riguardanti la messa in scena ai danni della moglie del direttore  nella finta Castellabate. 

Giudizio complessivo: @@@@

5 commenti:

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

per me un film da sufficienza e nulla più. comunque tranquillamente guardabile

Fabrizio Reale ha detto...

Probabilmente il mio @@@@ (da vedere) è un po' esagerato... poco oltre la sufficienza... hai ragione.

ilbibliofilo ha detto...

a me è piaciuto; abbiamo appena celebrato i 150 anni dell'unità politica e questo film contribuisce a gettare un ponte tra NORD e SUD (magari fosse vero che l'Accademia del Gorgonzola applaude la mozzarellona di Battipaglia e fossero simpatiche come quella della Finocchiaro le ronde padane!)

cinlarella ha detto...

A me era piaciuta molto la versione "originale"..quella italiana ancora non l'ho vista. Comunque sia, di fronte a una pseudocomicità nostrana a base di Vanzina, Boldi, De Sica...mi sembra che siamo su un altro livello :D

Fabrizio Reale ha detto...

@Marco (bibliofilo): la scena dell'accademia del gorgonzola, una delle poche originali, è forse una delle migliori.

@cinlarella: anche io avevo apprezzato molto la versione originale e pertanto ho affrontato quella nostrana con un po' di preconcetti...
Siani mi ha stupito dato che l'avevo visto a teatro e non mi era piaciuto affatto.

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