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lunedì 17 gennaio 2011

Vallanzasca - gli angeli del male: trailer del film di Michele Placido con Kim rossi Stuart

Uscirà venerdì 21 gennaio 2011 Vallanzasca, gli angeli del male, atteso film di Michele Placido, giunto finalmente sugli schermi cinematografici italiani dopo un lungo periodo di pre produzione, con progetti abbandonati e riformulati, cambi alla regia e nel cast. Basato sulla storia di Renato Vallanzasca, criminale condannato a quattro ergastoli per una serie di efferrati delitti, sequestri e rapine, la pellicola è stata anticipata da numerose critiche riguardanti la figura del Vallanzasca descritta da Placido, a detta di molti fin troppo tenero nei confronti di un pericoloso criminale al punto da farne quasi un eroe romantico. Il film è ispirato all'autobiografia " Il fiore del male. Bandito a Milano".
Nel cast figurano Kim Rossi Stuart,  Filippo Timi, Paz Vega, Valeria Solarino, Moritz Bleibtreu.

Ecco il trailer del film:

giovedì 23 settembre 2010

La solitudine dei numeri primi: recensione del film di Saverio Costanzo con Alba Rohrwacher e Luca Marinelli

Ricevo e volentieri pubblico la recensione de "La solitudine dei numeri primi" fatta da Daniela Persico di Unagiovinedibellespes.splinder.com.

locandina solitudine

"La solitudine dei numeri primi" è un film di produzione italo-francese del regista italiano Saverio Costanzo.
Tratto dal bestseller da oltre un milione e duecentomila copie di Paolo Giordano (che firma con Costanzo la sceneggiatura della pellicola), "La solitudine dei numeri primi" racconta diacronicamente ed intercronicamente, attraverso un doppio e triplo registro di flashback, narrazioni di un'epoca unitaria e flashforward, la storia - agghiacciante - di due ragazzi, Alice e Mattia, in una Torino avvolta in una nebbia ed un maltempo perenni. Le vite dei due protagonisti scorrono parallele nei loro lancinanti dolori, in entrambi i casi dettati da una fatalità crudele (un grave incidente di sci, la nascita di una gemella autistica) ed ingigantiti da un tessuto familiare di riferimento, respingente e non meno malevolo, fino all'incontro tra i due, non meno casuale (Alice e Mattia diventano compagni di scuola dopo che quest'ultimo cambia istituto, si lascia intendere a causa dei suoi disagi, nel corso dell'anno scolastico).
Su questo incontro nel mezzo di un lungo corridoio, Costanzo gioca tutto il suo film e tutte le sue inquadrature chiave: innumeri sono le volte che vedremo i nostri camminare lungo direzioni opposte, guardarsi allontanare l'uno dall'altro, fare ingresso insieme attraverso volte più o meno naturali, perdersi da soli in cammini iniziatici che hanno il sentore e le stigmate di un passato inconfessato (Mattia), o quelli dell'abbandono della mente (Alice).
Di una storia che, in sé e per sé, forse varrebbe pure la pena di essere cinematograficamente raccontata (e qui mi riferisco prettamente alla sceneggiatura, non avendo letto il libro di Paolo Giordano), Saverio Costanzo fa un'opera monumentale ed eccessivamente dilatata, nella quale, paradossalmente, la sofferenza psichica - che si traduce, per essere sopportata, in sofferenza fisica - dei due protagonisti non trasmette quello che quasi di default dovrebbe comunicare.
E così le quasi due ore del film appaiono, se possibile, ancora più lunghe, soprattutto in una prima parte priva, a mio parere, di efficaci soluzioni stilistiche.
Nella seconda parte, invece, quel manierismo narrativo (reso ancora più evidente, sempre IMHO dall'angosciante e forzatamente sofisticata colonna sonora di Mike Patton), si risolve in una più incisiva scelta comunicativa che, soprattutto nella descrizione del baratro in cui è caduta Alice, convince ed in un certo senso avvince, pur se forse troppo presa da citazioni e suggestioni non sempre autentiche. Al contrario, trovo che una scena molto felice sia la corsa a capofitto di Alice per le scale, in una più che evidente rimembranza delle immagini di Escher, la quale sarà, ancora una volta, ripresa con altro sentire ed altro guardare con l'ingresso di Mattia nel condominio.
luca marinelliBuona prova di esordio cinematografico dell'attore teatrale Luca Marinelli, "La solitudine dei numeri primi" consacra però Alba Rohrwarcher, giovane ma oramai più che promettente attrice, la quale, dopo l'intensissima interpretazione di Giovanna nel film di Avati "Il papà di Giovanna", che le valse anche un David di Donatello, ha rischiato di vincere la Coppa Volpi, con una performance che di sicuro merita di essere sottolineata.
Spicca ancora nel cast, che pure si avvale della presenza di un'Isabella Rossellini abbastanza in parte, il cammeo di Filippo Timi nel ruolo del clown. Timi, ottimo come sempre, è qui protagonista, a mio giudizio, di una delle scene più interlocutorie e forzate di tutta la prima - non convincente - parte.
In definitiva, il film di Costanzo riesce in un paradosso piuttosto clamoroso e, suppongo, affatto voluto: non comunica al cento per cento, ma, probabilmente neanche al cinquanta, tutto il male di vivere dei suoi protagonisti.
Paradosso acuito dalla circostanza che con "Private", il suo meraviglioso esordio, con l'ausilio di una scrittura quasi documentaristica, Saverio Costanzo era riuscito ad investigare, denudare ed offrire deliberatamente tutti i suoi protagonisti. Protagonisti che, in questo caso, rimangono quasi appiattiti sullo sfondo, schiacciati da qualche artificio di troppo.
 

Giudizio complessivo: @@@1/2

martedì 14 settembre 2010

The American: recensione e trama del film con George Clooney e Violante Placido


Uscito nelle sale cinematografiche italiane il 10 settembre, The American è ambientato quasi interamente in Abruzzo, in provincia de l'Aquila, fra Castel del Monte, Castelvecchio Calvisio, Calascio e Sulmona.  
Basato su un romanzo di quasi venti anni fa, A Very Private Gentleman, il film è costruito sulla figura di Jack, interpretato da George Clooney, killer professionista ed impeccabile, esperto artigiano nella costruzione delle armi, che dopo essere stato costretto ad uccidere una propria amica durante un'azione in Svezia è tormentato dai dubbi e dai rimorsi. 
Nonostante la trama possa portare a pensare che si tratti di un thriller, il regista Anton Corbijn (autore di videoclip di successo degli U2, dei Depeche Mode e dei Coldplay)  tende ad affrontare ed approfondire i tormenti psicologici del protagonista, alla ricerca di sè stesso nella pace e nel silenzio di una delle regioni forse meno conosciute d'Italia da parte del pubblico americano, quell'Abruzzo descritto come un insieme di lande desolate,  e borghi medievali.  In tal contesto sono i silenzi, gli ampi spazi deserti, gli stretti vicoli illuminati da una fioca luce gialla, le stanze di un bordello illuminate da una soffusa luce rossa a dominare la scena in cui si muove quasi sempre in solitudine il killer brizzolato. La lentezza con cui il regista si sofferma sui particolari della vita del protagonista e degli altri pochi interpreti è rotta solo da un inseguimento a bordo di una vespa PX e da poche altre scene d'azione.

Nonostante alcuni spunti interessanti, durante la proiezione sono diversi i momenti in cui lo spettatore è sopraffatto dalla noia e la trama con il passare dei minuti diventa sempre più prevedibile, fino al finale alquanto scontato. 
Bella la fotografia, che indugia sulle bellezze un po' retrò dell'entroterra abruzzese, sfruttando i cieli plumbei e le tenui luci dei lampioni per descrivere piccoli borghi medievali fatti di scalinate e vicoli, archetti e balconcini, per una pubblicità gratuita in favore della provincia più colpita dal terremoto dell'aprile 2009.  La colonna sonora ricalca la lentezza con cui il regista tende a soffermarsi su determinate scene ed è ricca di melodie e canzoni italiane.  Curioso e piacevole il richiamo all'indimenticato Renato Carosone, con "Tu vuo' fa l'americano" che risuona fra le pareti del bar in cui proprio il protagonista, un americano, si atteggia ad italiano sorseggiando un espresso e leggendo il Corriere della Sera.  Diverse sono anche le citazioni ad altre pellicole: su tutte il minuto dedicato al grande Sergio Leone.
Poco più che sufficiente la prova di George Clooney. Perfetto nel ruolo del prete anziano, saggio e con qualche scheletro nell'armadio Paolo Bonacelli.  Fa una buona figura al cospetto del bel George anche Violante Placido, che bene incarna la figura della prostituta romantica e pronta ad innamorarsi del proprio cliente. Gli altri interpreti, fra cui il nostro  Filippo Timi, ricoprono ruoli più marginali.

giudizio complessivo: @@1/2

Di seguito è svelata parte della trama
Jack è un killer spietato, un vero artigiano nella costruzione di armi di precisione. Durante una missione in Svezia non tutto va come previsto ed è costretto, per nascondere la propria identità, durante un conflitto a fuoco con dei nemici apparsi dal nulla, ad uccidere anche la ragazza che era con lui.  Preso dal rimorso per quanto accaduto, all'arrivo a Roma per assumere un nuovo incarico, decide di non seguire pedissequamente quanto richiesto dal proprio capo, Pavel, ma di svolgere l'ultimo lavoro in maniera diversa, prendendo contatti con la gente del posto e dedicando un po' di tempo anche alla ricerca di sè oltre che al lavoro. La costruzione di un'ultima arma di precisione per conto della bella ed affascinante Ingrid avverrà in un tranquillo appartamento fra i vicoli e le scalinate di un antico borgo abruzzese e l'incontro con l'anziano parroco e con una giovane e bella prostituta del luogo sconvolgeranno la vita del protagonista.

Il trailer è già stato pubblicato qui.
Questa recensione è stata pubblicata anche ne "Il laboratorio di Fabrizio Reale"

sabato 7 agosto 2010

The American: Trailer del film con George Clooney in uscita il 10 settembre 2010

Il 10 settembre 2010 uscirà nelle sale cinematografiche italiane il nuovo thriller che ha come protagonista George Clooney: "The American". Diretto da  Anton Corbijn e girato in buona parte in Abruzzo, fra le rovine del terremoto de L'Aquila,  nel cast del film sono presenti diversi attori italiani. La trama si snoda seguendo le vicende di un killer esperto nella fabbricazione delle armi, deciso a ritirarsi dopo un ultimo "lavoro", che si trasferisce in uno sperduto paesino abruzzese per trovare la tranquillità necessaria per costruire l'ultima arma.  L'amicizia con un prete (interpretato da Paolo Bonacelli) e la relazione con una ragazza del luogo lo porteranno a scoprirsi pericolosamente...
Nel cast figurano, fra gli altri, Bruce Altman,  Thekla Reuten e Irina Björklund e gli italiani Violante Placido, Paolo Bonacelli e  Filippo Timi.

nota bene

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