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sabato 24 dicembre 2011

L'asinello: un amico per Natale (1978): recensione del cortometraggio d'animazione della Disney


The small one, cortometraggio d'animazione prodotto da Walt Disney nel 1978 ed uscito in Italia con il nome "L'asinello: un amico per Natale" è una commovente storia di Natale, ambientata nella Palestina ai tempi della nascita di Gesù.
La pellicola rientra nel novero di quelli che sono indicati come "Walt Disney Specials", ovvero di quei cartoni animati che idealmente seguono il filo conduttore delle celeberrime Silly Symphonies, avendo protagonisti che variano di volta in volta.  
La trama è del tutto adatta al Natale ed è focalizzata sull'amicizia vera instauratasi fra un bambino ed un vecchio asinello oramai incapace di sopportare carichi anche piccoli e perciò divenuto inutile. Il viaggio del bambino con il suo asinello verso il mercato della città vicina per vendere "Piccolo", questo il nome dell'asinello, sarà un susseguirsi di incontri negativi, fra derisioni e sfottò dei mercanti di cavalli. Proprio al giungere della sera, quando tutto sembra perduto, arriverà una persona buona interessata a comprare l'asinello per una moneta d'argento, per portare la propria moglie incinta a Betlemme.  L'apparizione della stella cometa su Giuseppe e Maria in groppa all'asinello tranquillizzeranno definitivamente il giovane amico di Piccolo.
The small one è stato prodotto e diretto da quel Don Bluth che solo pochi mesi dopo sarebbe uscito dalla Disney ed avrebbe diretto pellicole divenute "classiche" dell'animazione per bambini come Fievel sbarca in America o Alla Ricerca della Valle Incantata.

Giudizio complessivo: @@@@

In rete, su youtube, esistono riproduzioni integrali di questo classico Disney della durata di 25 minuti.

lunedì 8 agosto 2011

I tre porcellini (1933) della Disney - video e mini recensione del capolavoro d'animazione

I tre porcellini, cortometraggo d'animazione prodotto da Walt Disney nel 1933, è forse uno dei cartoni animati più celebri dell'intera filmografia d'animazione non solo disneyana.  Realizzato come corto della serie "Silly Symphonies", I tre porcellini vinse l'Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione nel 1934 ed ebbe un successo tale da far diventare la canzone Chi ha paura del lupo cattivo (Who's afraid of the Big Bad Wolf) un classico della canzone per bambini, cantato e conosciuto in tutto il mondo.  Del resto tutti in Italia conoscono e cantano "siam tre piccoli porcellin, siamo tre fratellin...".
Bella e semplice la grafica, ottima la caratterizzazione dei personaggi. La trama segue quella della nota fiaba della tradizione europea.

Giudizio complessivo: @@@@@@

Di seguito è riportato un filmato, presente su youtube, che permette la visione della versione italiana con doppiaggio originale del 1953.


mercoledì 20 luglio 2011

Cars, motori ruggenti (2005): recensione del lungometraggio d'animazione Disney Pixar

Cars - motori ruggenti è il settimo lungometraggio d'animazione prodotto dalla Pixar, probabilmente non il più riuscito nè il più originale, sicuramente un bel "cartoon" per grandi e piccini appassionati del mondo a due ruote. Sono infatti diversi i riferimenti al mondo del circuito americano di corse Nascar, nonchè le partecipazioni in bulloni e pistoni di diversi piloti famosi da Michael Schumacher che interpreta se stesso, ovvero una fiammante Ferrari da Formula 1, a Mario Andretti, mentre sono diversi i piloti ad essersi prestati nel doppiaggio dei personaggi, non ultimo il nostrano Alex Zanardi nel doppiaggio italiano. 
Il vero limite di Cars è il paragone con altre pellicole Pixar: è un film divertente e piacevole da seguire, con personaggi ben caratterizzati, gli spunti di riflessione per gli adulti forse meno evidenti rispetto a un Wall-e o ad Up ma pur sempre presenti, in perfetto stile Pixar. Se il confronto anziano saggio - giovane coraggioso ma fin troppo istintivo è un classico della filmografia, piacciono il richiamo alle generazioni passate, l'amore per il vintage che tanto fa moda nonchè la critica alla frenesia della vita quotidiana attuale.
Se il protagonista indiscusso è Saetta McQueen, idolo delle folle nel film e dei bambini di tutto il mondo nella realtà, soprattutto alla luce del ritorno in sala lo scorso giugno con Cars 2,  i personaggi meglio caratterizzati sono proprio i comprimari abitanti di Radiator Springs nella contea di Carburator: dalla 500 italianissima che vende gomme al vecchio furgone in stile hippie, ognuno attrae lo spettatore e lo spinge ad immaginare un divertente alter ego in carne ed ossa.

La trama prende spunto in maniera fin troppo evidente da un film del 1991, Doc Hollywood,  che aveva come protagonista  Michael J. Fox: un personaggio famoso deve recarsi in California per firmare un contratto ma ha un contrattempo e si ritrova sperduto lungo la Route 66, causa una serie di danni in un paesino ed è condannato dal giudice locale a riparare quanto danneggiato, in prima persona in cars, attraverso servizio sociale (è un medico il protagonista di Doc Hollywood) nel film di venti anni fa.  In entrambi i casi i protagonisti incontreranno l'amore proprio lontano dalle luci della ribalta e decideranno di stabilirsi là.

Giudizio complessivo: @@@@

 

giovedì 9 dicembre 2010

Cenerentola (1950) recensione del classico d'animazione della Disney


Nonostante quella di Cenerentola (Cinderella) sia una delle fiabe più note ed antiche, la cui origine si perde nella notte dei tempi e da alcuni è fatta addirittura risalire agli antichi egizi, alla parola Cenerentola  alla maggior parte dei bambini del mondo, per quanto siano più o meno cresciuti, tornerà alla mente la bella e piacevole trasposizione cinematografica filmata Walt Disney del 1950.   Il film "versione" Disney si rifà a quelle di Perrault e dei fratelli Grimm, entrambe ispirate da "la gatta cenerentola" di Giambattista Basile, che con il suo "Lu cunto de li cunti" riuscì a riportare su carta buona parte delle fiabe e favole presenti nella tradizione orale dei popoli europei.  
Nonostante non sia uno dei lungometraggi d'animazioni  qualitativamente più riusciti del grande Walt Disney, nell'immaginario comune Cenerentola è fra i più conosciuti, apprezzati e ricordati cartoon della storia del cinema, alla pari di Biancaneve e di altri classici Disney.   In Cenerentola colpisce sopratutto il ruolo - non ruolo del principe, puramente abbozzato sia nei tratti somatici che caratteriali, a differenza con la forte caratterizzazione sia del padre, il vecchio re tanto desideroso di diventare nonno da sognare di notte di giocare con due gemellini, che del  Granduca Monocolao.  Il principe è solo una comparsa, si inchina alle dame e balla con Cenerentola ma non è neanche il vero salvatore della bella e sfortunata ragazza, ridotta quasi in schiavitù dalla matrigna e dalle due brutte ed antipatiche figlie di lei.  E' il re, tanto smanioso di fare il nonno da obbligare il figlio a sposare la donna in grado di calzare la piccolissima scarpetta di cristallo persa da Cenerentola alla festa, chiunque fosse questa donna, di qualcunque origine od aspetto, a liberare la ragazza dalle grinfie della madrina attraverso il proclama ed attraverso la figura a tratti comica del granduca Monocolao.  Come nelle migliori pellicole disneyane, assumono un ruolo d'effetto e d'importanza le figure comprimarie, i fantastici topini che circondano la bella protagonista e l'aiutano sia a vestirsi che in altre faccende.  La scena della costruzione del vestito per la festa al castello, con i topi e gli uccellini intenti a cucire, tagliare ed assemblare è da cineteca.  
E' altresì vero che diverse scene che vedono i piccoli roditori come protagonisti sembrano essere del tutto avulse dal filone principale di narrazione e sembrano fortemente ispirate da personaggi di cartoon concorrenti. I metodi con cui Gas Gas e Giac distraggono il gatto Lucifero sono fin troppo simili alle gag di Tom & Jerry, già pluripremiati protagonisti del cinema americano negli anni '40. 
Ben caratterizzati, di grande impatto ed effetto sono i personaggi cattivi del film, da lady Tremaine, madre di tutte le matrigne che avrebbero di seguito affollato cartoon americani e giapponesi,  alle stolte e brutte sorellastre Anastasia e Genoveffa, senza dimenticare il gatto Lucifero, vero protagonista di malefatte ai danni della protagonista. Di contro buona parte dei personaggi positivi appaiono in pochissime scene e son talvolta abbozzati.
E' indubbio che parte del successo della pellicola sia dovuto anche alle musiche, entrate nella storia del cinema, a partire da Bibbidi Bobbidi Bu per arrivare a "I Sogni son desideri" cantata sia da Cenerentola in apertura che dai topini in altri punti del film.

Un classico da vedere e rivedere, che ha fatto sognare generazioni di bambine e ragazzine.

Giudizio complessivo: @@@@@

Edit:

giovedì 30 settembre 2010

UP (2009) - recensione del film d'animazione Disney - Pixar


Gli ultimi lungometraggi di animazione della Disney-Pixar, Wall-e e UP, hanno il grandissimo pregio di essere al contempo adatti sia ai bambini, che costituiscono il normale target dei film d'animazione, che ai genitori che accompagnano i propri piccoli figli al cinema. All'interno infatti di un contenitore fatto di colori, immagini ed esseri curiosi, gli sceggiatori ed autori della Pixar hanno preferito inserire una gamma di tematiche di forte impatto etico e sociale, piene di spunti di riflessione piuttosto che le solite vuote storielle. Se a far da contraltare alla deliziosa storia di amore fra Wall-e ed Eve c'era una forte critica sia alla gestione del problema dell'eccessiva produzione di rifiuti che al rischio concreto che l'eccesso di tecnologia possa portare ad un indebolimento nella carne e nello spirito dell'essere umano, in UP si punta il dito contro un certo modo di considerare gli anziani alla stregua di scarpe oramai logore da riporre in un armadio o  in una casa di cura, nella convinzione che questi non possano più offrire alcunchè alla società.
I primi minuti della pellicola sono da cineteca: con un delizioso sottofondo musicale è narrata attraverso pochi frammenti e qualche fotografia la vita del protagonista principale da quando, bambino, si innamorò prima dell'avventura dopo la visione di un cinegiornale riguardante un pioniere dell'aria ed esploratore e poco dopo di una bambina che, con fare da maschiaccio ed un carattere forte, condivideva la sua passione ed i suoi sogni. Quando, oramai avanti nell'età, riuscì finalmente a riempire il salvadanaio dei sogni per comprare l'agognato biglietto aereo per il Sud America, per le cascate del paradiso tanto desiderate,  il sopraggiungere della malattia dell'amata Ellie rese impossibile il coronamento del sogno di entrambi.
La storia di amore di Carl Fredricksen ed Ellie, fatta di sogni, di mattinate passate a fantasticare stesi sui prati, mano nella mano, guardando l'evolversi ed il mutar forma delle nuvole, di salvadanai riempiti a metà per poi essere sempre rotti prima del tempo a causa delle spese comuni, di momenti difficili superati insieme fa da contraltare al triste presente del protagonista oramai rimasto solo, con la cara vecchia, colorata, casetta vittoriana in legno oramai circondata dal grigiore dei cantieri edili e dei grattacieli e da oscuri personaggi, divenuto burbero e misantropo da quando, giovane, era un allegro venditore di palloncini colorati dinanzi allo zoo della città.

Il film nel suo complesso è davvero bello ed è strabiliante come lo spettatore adulto possa passare dall'espressione attonita tipica dei bambini nell'istante in cui i coloratissimi palloncini vengono liberati in cielo a quella seria nel fissare l'oramai anziana Ellie incespicare sulla collina rifugio d'amore e cadere senza aver più la forza di rialzarsi.
Il messaggio del film è palese: gli anziani hanno ancora la forza e le capacità per stupire le generazioni più recenti e per contribuire attivamente al benessere morale ancor prima che materiale della società.  Le scene di lotta fra i due vecchietti, fra ossa che scricchiolano e dentiere che volano, è forse uno dei momenti più esilaranti del film, mentre l'affetto ed il senso di responsabilità dell'anziano protagonista nei confronti del giovanissimo scout capaci di superare gli egoismi e le fissazioni tipiche di un certo stile di vita da anziano aiutano a comprendere l'importanza dei nonni o più probabilmente, stante la differenza di età fra i due protagonisti, dei bisnonni nell'armonia familiare.

A differenza del precedente Wall-e, più omogeneo sotto questo punto di vista, i minuti iniziali della pellicola sono più adatti ad un pubblico adulto mentre buona parte del film è di fatto realizzato in massima parte per un pubblico più giovane, anche se la presenza di un protagonista così atipico, "vecchio" che insegue i propri sogni e lotta,  che non si comporta secondo gli stereotipi dell' anziano dei cartoon, dalla audace ed arguta nonnina di Titti e Silvestro al mitico Mr Magoo, involontariamente comico a causa dei propri difetti di vista causati dall'età.


Uscito negli schermi cinematografici anche nel formato "Disney 3D", UP rientra sicuramente nel novero dei film da non perdere, cui manca però qualcosa, almeno secondo il gusto di chi scrive, per rientrare fra i capolavori del cinema.  Alcuni personaggi comprimari, i cani in grado di parlare grazie ad uno speciale collare, risultano meno incisivi, nonostante siano adeguatissimi per lo svolgimento della narrazione, dei robot difettosi che animavano le scene in Wall-e e spingevano gli umani ad uscire dalle abitudini e dalle regole.

giudizio sintetico: @@@@@


Per la trama rimando all'ampia sezione pubblicata su wikipedia

lunedì 12 luglio 2010

Wall-e: recensione del film capolavoro della Disney-Pixar (2009)


Wall-E rientra nel novero di quei  capolavori di animazione che nulla hanno di inferiore rispetto ai film realizzati con attori in carne ed ossa e che, in realtà, sono più indirizzati agli adulti che ad un pubblico infantile, in quanto solo un pubblico acculturato e maturo può comprenderne i tanti messaggi e le diverse citazioni contenute all'interno della trama.  Wall-e, con la sua disarmante semplicità, con l'amore ed il gusto per le piccole cose ed i particolari, senza volerlo darà un grande insegnamento ad un'umanità tribolata, pigra, talmente fiduciosa nella tecnologia dal lasciarsi fisicamente andare e dal perdere ogni amore e passione tanto per le cose terrene (sapori, odori, contatti interpersonali) che per quelle spirituali (capacità decisionali, ideali, aspirazioni).  Il nono lungometraggio d'animazione della Pixar, prodotto nel 2008 ed uscito nelle sale cinematografiche italiane nell'estate del 2009, è di fatto un capolavoro del cinema.  I richiami a grandi classici della cinematografia fantascientifica sono numerosi, con numerose citazioni a 2001 Odissea nello Spazio, a partire dal nome, HAL, del piccolo scarafaggio amico del robot, chiaro riferimento al nome del super computer del capolavoro realizzato oramai oltre quaranta anni fa da Stanley Kubrick, passando per la doppia e conflittuale missione che, similmente a quanto accaduto con HAL 9000, è stata affidata al computer "auto" che governa l'astronave Axxiom.
Il robot numero 5 di Corto Circuito (filmup)
Non sono pochi nemmeno i riferimenti alla saga di Star Wars ed appare evidente ad uno spettatore cresciuto negli anni '80 che, a dispetto delle dichiarazioni degli autori, l'aspetto del protagonista è stato fortemente influenzato da quello di "Numero 5" protagonista di quella originale, divertente e piacevole pellicola che fu "Corto Circuito".

La storia d'amore apparentemente impossibile fra la robot sonda EVE e l'antiquato robottino Wall-E  è a tratti emozionante e non sono poche le scene, complice la meravigliosa colonna sonora, davvero memorabili.  I tanti personaggi comprimari sono ben delineati e caratterizzati e sono in buona parte utilizzati dagli autori per lanciare dei messagi ben precisi allo spettatore, invitandolo più o meno indirettamente ad evitare che il futuro dell'umanità sia simile a quello presentato, fra richiami a tematiche ecologiche ed ambientaliste a tratti scontate (l'inquinamento, lo smaltimento dei rifiuti), inviti a non abbandonare i rapporti sociali in favore di un uso smodato della tecnologia, ad apprezzare la bellezza dei piccoli particolari della natura, a non seguire pedissequamente l'ordine stabilito ma a continuare ad intraprendere strade sempre nuove ed originali.

giudizio complessivo: @@@@@@


Note:
Wall-e è acronimo di Waste Allocation Load Lifter Earth-Class (sollevatore terrestre di carichi di rifiuti)
Eve è acronimo di Extraterrestrial Vegetative Evaluator (Esaminatore di Vegetazione Extraterrestre)

N.B.
Per la prima volta, dopo quasi trenta recensioni pubblicate, il giudizio complessivo è "capolavoro" (sei @).

nota bene

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