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martedì 6 luglio 2010

Eclipse - the twilight saga: recensione del terzo capitolo della saga di vampiri con Robert Pattinson e Kristen Stewart


Eclipse rappresenta al contempo il terzo capitolo della saga di Twilight, la terza conseguente trasposizione cinematografica e la prima vera e propria pellicola costruita in maniera discreta per il pubblico in sala.  Che ci sia stato un cambio di rotta alla regia è evidente nella scena iniziale: lontano dall'Alaska, a Seattle, fra grigi grattacieli e durante forti rovesci di pioggia avviene una serie di sempre più efferrati omicidi i cui autori restano ignoti e nell'ombra.   Dall'atmosfera dark e da cinema horror  della città il cambio immagine offre i due soliti protagonisti, una sempre più inceronata Kristen Stewart ed un Robert Pattinson un po' meno stoccafisso di quanto apparso nei due capitoli precedenti, intenti a discutere della propria non vita futura in pieno sole in un vastissimo campo di fiori.  
Sia ben chiaro, il vero limite di questo film, decisamente superiore per livello qualitativo rispetto ai due precedenti, sta proprio nel dover per forza affrontare la trita e ritrita storia del triangolo amoroso fra Bella, il vampiro Edward ed il licantropo Jacob.   Il regista David Slade prova in tutti i modi a scavare un solco proprio, nonostante la volontà di seguire in maniera quanto più coerente possibile la trama imposta dal libro, riuscendo, con ampi flashback dedicati alla scoperta delle origini della famiglia Cullen, a distogliere l'attenzione dello spettatore dal filone narrativo principale in modo tale da cercare di allontanare la possibilità che ci si possa annoiare o che le due ore di programmazione possano stancare.  
Se - è opinione condivisa da molti, leggendo diverse recensioni presenti nella blogosfera - sembra che la protagonista principale non abbia fatto progressi a livello recitativo e non riesca a trasmettere allo spettatore alcunchè, sia Taylor Lautner che Robert Pattinson hanno dato dimostrazione di essere cresciuti qualitativamente, nonostante la sceneggiatura imponga al primo di recitare esclusivamente a torso nudo ed al secondo di presentarsi sempre con volto cinereo e seguitare ad impersonare l'unico vampiro apatico ed incapace di trasmettere passione e sentimenti forti della storia del cinema.
Buona è la prova di diversi comprimari, a partire da Xavier Samuel il cui personaggio, Riley, sembra essere l'unica piacevole novità della pellicola, dato che è un vero vampiro, passionale, violento e dark al punto giusto.  Spariscono progressivamente, con il lento congedarsi di Bella dalla vita terrena, le figure normali, come la Jessica interpretata da Anna Kendrik, che fortunatamente ha dato dimostrazione di possedere doti di attrice superiori a quella della Stewart recitando in Tra le nuvole, mentre grazie ai flashback hanno finalmente spazio quei personaggi della famiglia Cullen solamente abbozzati in precedenza. 
Complessivamente piacevole la fotografia, con i passaggi dalle atmosfere cupe della città agli ampi e sterminati paesaggi dell'Alaska. Peccato che proprio questi siano evidenziati con meno cura rispetto a quanto accaduto in passato.  Poco credibili, come già nel secondo capitolo, i personaggi membri del clan dei Vulturi, con Dakota Fanning un po' troppo cresciutella per il ruolo della ragazzina vampiro saccente ed antipatica.

Per la trama completa rimando alla pagina su wikipedia.

Giudizio complessivo: @@@

Visto a Piano di Sorrento, al cinema teatro Delle Rose. La sala 1 è un ampio teatro con posti a sedere abbastanza comodi e schermo grande, anche se non super. L'audio andrebbe probabilmente leggermente migliorato.

Film adatto ai bambini, anche se il reale target di questa pellicola sono le ragazzine adolescenti di ogni età.

Questa recensione è presente anche qui (laboratorionapoletano)

venerdì 11 giugno 2010

The NewMoon Twilight Saga: recensione del secondo capitolo della saga di Twilight

Doverosa premessa, prima di continuare nella scrittura del secondo capitolo della saga di Twilight, New Moon,  è che una recensione non può prescindere da un singolo, fondamentale, dato di partenza: se chi si appresta a recensire sia o meno in "target", se faccia o meno parte del "pubblico" a cui autori, scenografi e registi puntano. Appare evidente in tal senso che un ingegnere di 32 anni  non sia del tutto adatto a recensire un film che è stato un successo enorme al botteghino ed ha milioni di fan sparsi in giro per il mondo.
Se il primo capitolo della saga mi aveva lasciato perplesso, anche questo secondo film non smette di alimentare dubbi che mi assalgono riguardanti sia il modo di esporre alcune tematiche di sicuro interesse narrativa, sia la forse smisurata ed esagerata fama che hanno ottenuto i protagonisti della saga, al di là delle proprie doti recitative o delle proprie caratteristiche fisiche.
Bene e male, amore e odio, caldo e freddo, Paradiso ed Inferno, buoni e cattivi... questa seconda pellicola riaffronta e rimescola le stesse tematiche di base: la lotta fra il bene e il male, con riferimenti ad amori impossibili alla Romeo e Giulietta che diventano esplicite citazioni, con desideri suicidi da parte di chi pensa di aver perso l'amato e con apparizioni in più punti sia della copertina di un Romeo and Juliet che della declamazione di alcuni passi del dramma shakespeariano.
Tornando al target... il film nasce per colpire i giovani in quella fascia di età impossibile da decifrare che va dai 12 ai 16 anni... il cinema ne era pieno, forse strapieno, con tanto di appassionati sospiri ed applausi nelle scene "calde" (calde???? ) e commenti coloriti ai danni del co-protagonista di turno. Ciò nonostante, anche con gli occhi di un ragazzino sognatore, non sono riuscito a non sorridere nel pensare che in DUE film, oltre 240 ore di pellicola, in una saga cinematografica su vampiri, gli amanti passionali per eccellenza, non c'è una singola e sola scena degna della figura romantica del vampiro.
Una cosa che potrebbe funzionare è la contrapposizione fra la fredda rigidità  del vampiro Edward ed il calore ed esuberanza fisica del licantropo Jacob ma purtroppo il regista non sfrutta l'occasione e lascia che il confronto sia appena accennato. L'occasione per approfondire e far soffermare l'attenzione dello spettatore su una serie di figure interessanti  è persa: giusto il tempo per apprezzare qualche scena e si torna subito al glaciale clima di questi vampiri inceronati, un po' troppo simili a super eroi in stile X-men (c'è chi vede il futuro, chi legge nella mente, chi con uno sguardo provoca dolore, chi ha poteri straordinari di ripresa etc. etc. ) e un po' troppo distanti dai vampiri precedentemente portati sul grande e piccolo schermo. Peccato, perchè la figura del licantropo, che in questa saga non è l'uomo  che nelle notti di  luna piena, contro la propria volontà, si tramuta in un mostro, bensì lo spirito protettore e guardiano delle popolazioni native d'America, che, per proteggere il proprio territorio sacro o le proprie famiglie, si trasforma in lupo, animale forte, protettivo e "da branco", meriterebbe maggiore spazio ed attenzione.
 I paesaggi sono fantastici, sia le scene girate in Nord America, che quelle "nostrane", con la bella Volterra descritta attraverso le immagini dell'altrettanto piacevole centro storico di Montepulciano.
Il cast è discreto, buona la prova del "caldo" Taylor Lautner (Jacob) mentre appare in poche scene il protagonista "freddo" Robert Pattinson

In breve:
Film cult della nuova generazione di "teen-ager", può essere visto a patto di sapere a cosa si va incontro.
Bambini:  figura come "horror" ed ha un 13+ su mymovies...  boh...

Giudizio: @@ 1/2

Visto a Napoli al cinema Modernissimo, sala 1, in ultima fila. 

Questa recensione è stata riscritta partendo da quanto pubblicato qui.

nota bene

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