giovedì 11 novembre 2010

Noi credevamo: trailer del film di Mario Martone con Luigi LoCascio, Valerio Binasco, Francesca Inaudi, Anna Bonaiuto

Uscirà nelle sale cinematografiche italiane venerdì 12 novembre 2010 il nuovo film di Mario Martone, "Noi Credevamo", con Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Francesca Inaudi e Anna Bonaiuto.   Il regista ripercorre durante le quasi tre ore di proiezione (nella versione presentata a Venezia la durata era di oltre 200 minuti, in quella che arriva nelle sale di 170) i trent'anni che vanno dal 1830 al 1860 attraverso le storie e la crescita dei tre protagonisti principali, affrontando temi e problematiche del Risorgimento italiano e degli anni che portarono all'unità d'Italia. 
Da segnalare che sono diversi i volti noti del cinema italiano che si sono prestati a comparsate nei panni di personaggi storici: Giuseppe Mazzini (Toni Servillo), Francesco Crispi (Luca Zingaretti), Antonio Gallenga (Luca Barbareschi).
Non sarà però facile recarsi a vedere questo film in quanto è prevista  la distribuzione solo in 30 sale in tutta Italia.  Essendo la RAI coproduttore al 50% ed essendo i festeggiamenti per i 150 anni dell'unità d'Italia vicini, fra qualche mese di sicuro avverrà il previsto passaggio in televisione in almeno due puntate.

mercoledì 10 novembre 2010

Una vita tranquilla: recensione e trama del film con Tony Servillo di Claudio Cupellini


Ricevo e volentieri pubblico la recensione del film di Tony Servillo "Una vita tranquilla" scritta da Daniela Persico per il suo blog "Incontrollabilmente Io".

"Una vita tranquilla" è il nuovo film di Tony Servillo per la regia di Claudio Cupellini.

Cupellini è un giovane regista dalla lunghissima gavetta - fatta di interessanti cortometraggi e partecipazioni ad importanti progetti corali -, emerso nella scorsa stagione cinematografica con "Lezioni di cioccolato", una pellicola leggera, ma molto apprezzata, con protagonisti Luca Argentero e Violante Placido, nominata ai David di Donatello.
In questo caso, Cupellini cambia registro e notevolmente: abbandonate le dinamiche ed i colori da commedia sentimentale, si cala in un torbido noir, probabilmente guidato da un magistrale Tony Servillo che nella propria assoluta - e in più direzioni declinabile - bravura è proprio in questo genere che trova la sua naturale sedes materiae.
E così il tranquillo, sereno, ma sotteraneamente inquieto Rosario di Germania, gestore di un piccolo albergo dall'ottimo ristorante, riecheggia da vicino l'enigmatico e molto più inquietante commercialista Titta, uno dei personaggi più riusciti di sempre portati da Servillo sul grande schermo,  nato dal più che fortunato incontro (più volte celebrato) tra l'attore e il grandissimo Paolo Sorrentino.
Ecco, diciamolo subito: il limite più grande di "Una vita tranquilla", per chi avesse visto ed amato, direi perfino venerato, "Le conseguenze dell'amore" - la meravigliosa pellicola a regia e sceneggiatura di Sorrentino - sarà quello di rinvenirvi, eventualmente, una sorta di editio minor.
Anche se, a ben ponderare, questa censura è un po' ingenerosa.
Gli spazi di azione, in un senso quasi meta-aristotelico, del film di Cupellini sono più ampi, meno angusti: il suo successo si basa, infatti, oltre che sull'incredibile Servillo, anche sulla convincentissima interazione con il giovane Marco D'Amore, qui alla sua prima interpretazione di peso (dalla quale esce più che vincente), e, soprattutto, con il giovane ma espertissimo e direi peritus, nel più alto senso latino, Francesco Di Leva.

Quest'ultimo, interprete dall'enorme e considerevole formazione teatrale classica napoletana (avendo spaziato da Eduardo a De Simone) è forte di una lunga gavetta, sia cinematografica sia televisiva, e riesce qui a realizzare un personaggio schifoso, nel più schifoso dei modi.
Ma del resto, amare "Le conseguenze dell'amore" maggiormente che il film di Cupellini, discenderà, forse, più dalle tendenze naturali dello spettatore che da limiti o pregi insiti dell'una o dell'altra produzione.
Se escludiamo la regia, dove un primo e forse più febbrile Sorrentino è a mio giudizio (questa volta non sommesso, ma direi quasi oggettivo) insuperabile, le differenze stilistiche sono tutto sommato una questione di gusti personali: all'unità di azione e spazio (se non proprio anche di tempo) del primo film, si può preferirei la maggiore ariosità del secondo; alla sensazione di far il tifo per un buono - in un senso deviato, ma sempre di un buono -, si può preferire quella di patteggiare per un essere umano molto difettato e corrotto; ad una recitazione unicentrata - o pressoché -, si può preferire la forte presenza quantomeno di altri due contraltari, e che contraltari.
Quanto alla storia, come sempre in questi casi, rileva e non rileva, anche se è particolarmente potente, quasi lirica, anzi, più precisamente da tragedia greca.
Ecco un mio retaggio del liceo: il mio valevolissimo docente di greco e latino, il Professor Massimo Lo Jacono, ancora prima che diventasse, se vuoi, anche un po' di moda, ci invitava a rileggere i tristissimi e beceri fatti di camorra come un'avvilente trasposizione nel reale delle più dolorose tragedie greche; quelle della disgregazione comunità sociale, o del tessuto familiare, quelle che proponevano le ferite più insanabili per l'animo.
Con una sola fondamentale e fondante differenza: nella realtà mafiosa, manca del tutto il momento di catarsi, così come, volutamente, e molto acutamente, manca in "Una vita tranquilla".
Ultimissima chicca: in una colonna sonora molto "sul pezzo", spicca il tema principale che scorre lento e doloroso sui titoli di coda, interpretato dal sempre intenso Blixa Bargeld, cantante degli Einsturzende Neubaten (il favoloso gruppo tedesco che ho scoperto grazie ad un follower della prima ora del mio amato blog).
Insomma io questo film, gravemente ansiogeno, doloroso, senza ritorno, mi sento proprio di consigliarlo.



giudizio complessivo: @@@@@+

martedì 9 novembre 2010

Giù al nord (2008): recensione del film di Dany Boon con Kad Mérad


Giù al Nord, scritto e diretto da Dany Boon,  è stato film campione di incassi e numero spettatori del 2008 in Francia,diventando il secondo film più visto di sempre nelle sale cinematografiche d'oltralpe, superato solo  da Titanic.  Motivo del grande successo il modo con cui il bravo Dany Boon, sceneggiatore, regista e protagonista della pellicola, tratta il delicato tema degli stereotipi con cui la gente del Sud (la provenza e le regioni mediterranee) guarda quelli dell'estremo nord francese, quel Nord Pas de Calais al confine con il belgio i cui abitanti parlano un dialetto che mescola francese e fiammingo, risultando ben poco comprensibile ai francesi delle altre regioni. Il titolo originale del film (Bienvenue chez les Ch'tis)  fa infatti riferimento proprio al dialetto franco-fiammingo.  Nonostante la traduzione ed il doppiaggio in questo caso come in altri in cui si gioca con le differenze di idioma non sia stato semplice e non renda - probabilmente - quanto l'originale, anche in versione italiana questo film risulta piacevole, divertente e godibilissimo ed ha riscosso tanto successo dal convincere i produttori italiani a realizzare solo due anni dopo l'uscita nelle sale italiane un remake - Benvenuti al Sud - che da settimane  è protagonista del botteghino italiano. 

Ottimo Kad Mérad, eccezionale Dany Boon sia nelle vesti di protagonista che di sceneggiatore e regista: il suo personaggio è un anti eroe che, fra una gag ed una risata,  restituisce allo spettatore numerosi punti di riflessione sia sui limiti di certi preconcetti che su alcuni malesseri propri di chi vive in questo secolo.

Fra una risata e l'altra sono numerosi gli spunti di riflessione, le demolizioni degli stereotipi comuni, le scene romantiche e profonde.  Non c'è personaggio che non partecipi attivamente a creare nello spettatore l'immaginario di una realtà, quella dei piccoli paesi che si affacciano sul mare del nord, magica e reale allo stesso tempo, personaggi forti e temprati dall'antico lavoro nelle miniere, unici in quanto punto di incontro di culture e tradizioni profondamente differenti, romantici e scanzonati.   Chi ha visto Benvenuti al Sud e non l'originale resterà stupito nel notare che buona parte dei dialoghi e delle battute, oltre che all'intero canovaccio della trama, noterà che il film italiano ricalca in toto quello francese.

Giudizio complessivo: @@@@@

Il trailer è già stato pubblicato qui

lunedì 8 novembre 2010

Last Night: recensione e trama del film con Keira Knightley, Eva Mendes, Sam Worthington e Guillaume Canet


Last Night, presentato in anteprima durante l'ultimo festival del film di Roma, è una commedia diretta dalla quasi esordiente Massy Tadjedin, che può contare su un cast di star di Hollywood del calibro di Keira Knightley, Eva Mendes, Sam Worthington (è il Jake Sully di Avatar) cui si aggiunge il bravo attore francese Guillaume Canet.  La regista iraniano-americana è brava ad introdurre la storia d'amore dei due protagonisti Joanna (Keira Knightley) e Michael Reed (Sam Worthington), fra sguardi, parole e silenzi, durante una corsa in un taxi giallo attraverso una New York piovosa e con un dolce sottofondo musicale. 
Ogni persona ha un passato con cui fare i conti, ogni rapporto di coppia per quanto splendido ed unico all'apparenza è sottoposto periodicamente ad eventi o presenze fortemente destabilizzanti che possono rapidamente portare alla crisi come risolversi in un nulla di fatto.  La regista in poco più di 90 minuti di proiezione si sofferma molto - per alcuni anche troppo -  su una sola, lunga, notte, durante la quale Joanna e Michael dovranno affrontare fantasmi e tentazioni, mettere in gioco sè stessi ed il proprio matrimonio, scegliere fra il tradimento e la fedeltà, fra l'amore e la passione di una notte, fra il presente ed il passato, in un susseguirsi di dialoghi spesso interrotti, scene provocanti, risate e pianti.

Se nei pochi minuti iniziali la Tadjedin (esordiente come regista ma che può vantare alcune scritture come sceneggiatrice) riesce a fornire allo spettatore un completo profilo sui propri personaggi principali, la tenera coppietta di trentenni sposata da oltre tre anni e insieme sin dai tempi del college, tranne che in un breve periodo, la cui intesa si basa anche sulle mezze parole, gli sguardi, i gesti, come in tutte le coppie  funzionanti ed oliate alla perfezione,  è necessaria oltre un'ora per analizzare i due al di fuori del matrimonio, in una notte che passeranno Joanna con il romantico ex spuntato dal nulla a New York da Parigi e Michael con la bella, sensuale, procace ed ammiccante Laura, collega di lavoro e perturbante presenza nella sua vita di fedele marito.

Se il pregio di questo film consiste nella gestione dei primi piani, dei dialoghi a bassa voce e nell'analisi dei personaggi,   alla lunga stancano i tanti minuti spesi per descrivere le tentazioni cui i due sono sottoposti.
In particolare le scene incentrate su Michael e Laura sono ridondanti e lunghe, in alcuni casi noiose, in altri inverosimili.  Più piacevole da seguire il filone narrativo riguardante Joanna e Alex, con personaggi comprimari, passaggi di scena, simpatici inconvenienti ed un maggiore approfondimento psicologico.  La sensazione, al di là del finale che ha lasciato di stucco più di uno spettatore, è che la pellicola perda qualità durante lo svolgimento e che quello che sembra un buon film all'inizio tenda a diventare qualcosa di normale e già visto alla fine.
La sensazione è che i minuti spesi per approfondire psicologicamente e descrittivamente i quattro protagonisti alla fine servano per risolvere il tutto nel più classico dei confronti sessisti sul tipo di tentazioni e tradimenti:  sarà poi vero che tentazioni e tradimenti dell'uomo riguardano esclusivamente la carne e mai lo spirito mentre per quanto riguarda le donne è possibile che questi siano sempre ed indissolubilmente legati a sentimenti, emozioni, amori mai completamente dimenticati e sopiti?  Sicuramente non è così ma è il senso che sembra dare la regista.
Nel suo complesso è un film che si può vedere, grazie anche al buon cast.

Di caratura superiore Keira Knightley e Guillaume Cane rispetto ad Eva Mendes e Sam Worthington.   Se infatti è l'attore francese a risultare il più apprezzato e l'ex piratessa dei Caraibi fornisce un'ulteriore interpretazione più che buona, nonostante qualche smorfia di troppo,  continua a stupire in negativo l'assenza di mimica e gestualità, a parte le scene più provocanti ed ammiccanti, di Eva Mendes, confinata nuovamente e forse giustamente in un ruolo del tutto secondario, con pochissime battute se confrontate con i minuti in cui è presente sulla scena.  Va segnalata l'enorme differenza fra le due donne protagoniste in termini di aspetto fisico: prorompente e procace la Mendes ,  eterea e magrissima (fin troppo) la Knightley.
Nel cast figura anche Griffin Dunne, ottimo nell'interpretare il ruolo dell'editore amico di Alex.

Va segnalato che la post produzione di questo film, iniziato a girare nel 2008,  è stata bloccata per oltre un anno a causa del fallimento della Miramax. 

Giudizio complessivo @@@


Di seguito è descritta parte della trama del film ( il trailer è già stato pubblicato qui)

Joanna e Michael Reed sono due giovani trentenni sposati oramai da oltre tre anni.  Conosciutisi ai tempi del college, vivono a New York, hanno una bella cucina e sono molto affiatati.  Lei è scrittrice free lance per una rivista di moda, anche se ha all'attivo un romanzo pubblicato ma che non ha avuto grande fortuna in termini di vendite. La vita coniugale procede a gonfie vele fino a quando Jo scopre ad una festa organizzata dall'azienda di Michale che la nuova collega del marito non è una tipa normale ma una bella, giovane, sensuale Eva Mendes e che fra i due c'è un certo feeling evidente. Dopo un litigio e dopo una notte passata in bianco i due si saluteranno per vivere una nuova giornata, in città la prima, alle prese con l'articolo da terminare, a Philadelphia il secondo per concludere un affare, insieme all'amico e collega Andy (Daniel Eric Gold) ed alla bella Laura.  Di buona ora, dopo la partenza del marito,  Joanna incontrerà al bar sotto casa Alex, fiamma di un tempo lontano, di quando lei si era allontanata per un breve periodo da Michael, scrittore di successo in Francia.  Mentre Michael passerà la serata insieme a Laura, fra cene e bar, tentando di resistere alle esplicite avances di costei,  Joanna trascorrerà l'intera notte con Alex, ricordando i tempi passati a Parigi.   Fra tante tentazioni, qualcuno alla fine tradirà? Chi?

Come al solito, la recensione verrà pubblicata anche qui.

giovedì 4 novembre 2010

Last Night: trailer del film con Keira Knightley, Eva Mendes, Sam Worthington e Guillaume Canet,

Uscirà domani 5 novembre 2010 nelle sale cinematografiche italiane Last Night della giovane (è del 1978) regista esordiente americano-iraniana Massy Tadjedin.  Il cast di questa commedia sentimentale è notevole e concepito in modo da attrarre un target di pubblico adulto ma non troppo, dato che le protagoniste femminili sono Keira Knightley ed Eva Mendes e quelli maschili Sam Worthington (è il Jake Sully di Avatar) e Guillaume Canet, attore francese con alle spalle oltre 20 pellicole e compagno di vita di Marion Cotillard.
Joanna (Keira Knightley) e Michael Reed (Sam Worthington) sono felicemente sposati ma durante un viaggio di lavoro di lui entrambi subiranno forti tentazioni a causa della presenza della fascinosa assistente di lui (Eva Mendes) e dell'arrivo inaspettato dell'ex di lei. 

per la recensione del film vai qui

nota bene

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge nr. 62 del 7/03/2001.
L'autore dichiara inoltre di non essere responsabile dei commenti inseriti nei post, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata.
Le immagini ed i video presenti nel blog provengono dal web e quindi valutate di dominio pubblico. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione o per qualsiasi violazione di copyright, non avranno che da segnalarlo e l'autore provvederà alla rimozione immediata.