martedì 25 gennaio 2011

Il discorso del re: trailer del film in uscita con Colin Firth, Geoffrey Rush e Helena Bonham Carter

Forte delle 12 nomination all'Oscar 2011 arriva nelle sale cinematografiche italiane il 28 gennaio 2011 Il discorso del re (The King's Speech).  Il regista Tom Hooper dirige Colin Firth, Geoffrey Rush e Helena Bonham Carter raccontando la timidezza e la riservatezza di un re, Giorgio VI, alle prese con problemi di balbuzie e la metodologia poco canonica con cui un logopedista lo aiutò a superarla. 

Il film, dopo aver trionfato al Toronto Festival e dopo il premio dato a Colin Firth ai Golden Globe per miglior attore in un ruolo drammatico, è in gara agli Oscar  per miglior film, miglior regia, migliore attore protagonista, miglior attore non protagonista, migliore attrice non protagonista, miglior sceneggiatura originale, miglior scenografia, miglior fotografia, migliori costumi, migliore montaggio, migliori musiche, miglior montaggio effetti sonori. Di fatto Il discorso del re ha sbaragliato tutti gli altri film e si presenterà alla cerimonia degli Oscar fra i favoriti e con il record annuale di nomination ricevute.

Ecco il trailer del film:

domenica 23 gennaio 2011

Qualunquemente: recensione e trama del film con Antonio Albanese (Cetto la Qualunque)


E' uscito nelle sale cinematografiche italiane il 21 gennaio 2011 l'attesissimo  "Qualunquemente" in cui Antonio Albanese, insieme al regista Giulio Manfredonia, ha portato sul grande schermo uno dei suoi personaggi televisivi più riusciti e famosi: Cetto la Qualunque. 
Come spesso accade per le pellicole sulle quali è riposta grande attenzione dei media -il film è stato preceduto da una vasta e sotto certi aspetti originale campagna pubblicitaria -  al termine della proiezione non pochi erano i volti un po' delusi da questo prodotto che sicuramente ha il pregio di far sorridere e riflettere.  Probabilmente il timore dello stesso Antonio Albanese legato al trasferimento di "Cetto" dal piccolo al grande schermo non era infondato: durante i quasi 100 minuti di pellicola non sono pochi i rallentamenti e le ripetizioni fra una scena riuscita ed un'altra. 
E' indubbio infatti che i tempi televisivi delle gag sono di gran lunga più ristretti e che la dilatazione necessaria per realizzare una pellicola della durata minima di 90 minuti abbia portato alla diluizione delle scene divertenti in una trama che sembra in più punti rabberciata e non sempre contribuisce a mantenere elevato il livello di attenzione delllo spettatore.

Se i primi minuti sono quelli maggiormente riusciti da un punto di vista strettamente legato alla comicità del personaggio La Qualunque, sono poi disseminati durante la narrazione diversi spunti di riflessione che rendono  chi guarda il film non poco triste dinanzi alla palese evidenza che realtà e finzione, purtroppo, si sovrappongono terribilmente.    Che Cetto la Qualunque in questi anni si sia nutrito delle defaiance politiche dei nostri rappresentanti è evidente, il passaggio dalla comicità ironica e satirica al puro sarcasmo avviene però ogniqualvolta vengono evidenziate prassi e nefandezze di certi piccoli imprenditori e politici locali strettamente legati alla malavita del proprio paese, sia questo collocato geograficamente nel profondo Sud o in  qualsivoglia paesino insospettabile del Centro o del Nord.  Si sorride amaramente guardando Cetto la Qualunque ostentare il proprio odio per le tasse, per il senso di responsabilità civico, per i monumenti del passato. Si guardano con tristezza senza più sorridere le scene legate agli imbrogli elettorali, dalle tribune stampa pilotate che tanto ricordano le guerre per il rispetto della par condicio elettorale, alla terribile prassi di pagare gli elettori affinché vadano al seggio, alla terrificante nefandezza, che purtroppo si narra avvenire come se fosse prassi, della trasformazione delle schede bianche in voti per Tizio o Caio.  Lo stesso Cetto alla fine, suo malgrado ed a sua insaputa, è marionetta in mano della malavita locale, che decide della sua candidatura ancor prima che costui sia rientrato in Italia e che sogna futuri a Roma per la sua marionetta.

E' paradossale che Albanese debba diventare una voce moralizzatrice in quest' Italia così abbandonata a sè stessa. E' forse questo sarcasmo fin troppo sbandierato il punto di forza ed il limite del film al tempo stesso. La sensazione che la pellicola sarebbe potuta diventare un bel film è evidente, la certezza che questo non sia avvenuto e che si sia trattato di un'occasione sprecata anche. 

Divertente anche se un po' ripetitivo Antonio Albanese, a suo agio nei colorati e coloriti panni di Cetto la Qualunque.  Curiosa e simpatica la performance di Sergio Rubini.  Volutamente volgari e rozzi tutti gli altri, dalla urlatrice moglie abbandonata agli amici di un tempo.  Fin troppo ridicolo Davide Giordano nei panni di "Melo".  Il film nel suo complesso raggiunge a mala pena la sufficienza.

Giudizio complessivo: @@@

Di seguito è descritta parte della trama

Rientrato dopo quattro anni di necessaria latitanza in Sud America, Cetto la Qualunque ritorna nella sua ben poco modesta dimora, scoprendo che nel frattempo il suo paesino è diventato oggetto di "mode" assurde, dal desiderio di legalità alla lotta all'abusivismo ed all'evasione fiscale.  Per salvaguardare i propri interessi  - una pizzeria costruita palesemente su area demaniale, dinanzi alla spiaggia e un villaggio turistico in costruzione su area archeologica,  su richiesta degli "amici" del paese decide di scendere in campo e di candidarsi a sindaco, fondando il PdP, partito "du Pilu". 

questa recensione verrà pubblicata in parte anche nel "laboratorio napoletano".

venerdì 21 gennaio 2011

Il profumo del mosto selvatico (1995): recensione del film con Keanu Reeves, Giancarlo Giannini ed Anthony Quinn


Esistono pellicole avvolte da un'aura  romantica magica, resa possibile dal difficile connubio fra una fotografia perfetta, un'ottima colonna sonora, una trama coinvolgente e la bravura dei protagonisti principali.  Il profumo del mosto selvatico, A Walk in the clouds il titolo originale, è un gradevole film romantico del 1995 che racchiude tutti i clichè del genere melò.
Con la doverosa premessa che le pellicole di tal genere possono risultare fin troppo melense, va scritto che le tante e diverse tematiche affrontate in questo remake di un film italiano del 1942 (Quattro passi fra le nuvole con Gino Cervi), la presenza di un cast di assoluto livello che mescolava grandi attori del passato e giovani promesse,  l'ottima fotografia in grado di trasformare i panorami agresti in dipinti degni dei macchiaoli contribuiscono a far sì che il film piaccia e non poco agli amanti del genere e possa risultare interessante anche per chi in genere non gradisce tale tipologia di pellicole.

Unica nota davvero negativa la solita cattiva abitudine dei "titolisti" italiani di stravolgere il senso dei titoli dei film stranieri, in modo tale che si debba passare da "Una passeggiata fra le nuvole" a "Il profumo del mosto selvatico".  In effetti il legame con la terra, l'amore verso la tradizionale gestione del ciclo dell'uva,  quel trattare la vendemmia con sacralità portano al centro della narrazione l'uva ed il vino, anche se la trama è principalmente ordita intorno alle vicende dei due giovani protagonisti, intenti entrambi a camminare sulle nuvole dei sogni per allontanarsi da una realtà indigesta e mal tollerata.
A differenza della pellicola originale, la versione di Hollywood vira più sul melò garantendo un lieto fine  inatteso degno dei migliori film romantici.

Punto di forza di questa pellicola, ben diretta da Alfonso Arau, è nel variegato cast, con un bravissimo Giancarlo Giannini nel ruolo del patriarca messicano ed Anthony Quinn in una delle sue ultime apparizioni sul grande schermo.  Accanto ad un ancora giovane Keanu Reeves, già proiettato nell'olimpo di Hollywood da  Point Break e Speed,  c'è la bella Aitana Sánchez-Gijón nei panni della giovane studentessa sedotta ed abbandonata dal proprio professore.

giudizio complessivo: @@@@

lunedì 17 gennaio 2011

Vallanzasca - gli angeli del male: trailer del film di Michele Placido con Kim rossi Stuart

Uscirà venerdì 21 gennaio 2011 Vallanzasca, gli angeli del male, atteso film di Michele Placido, giunto finalmente sugli schermi cinematografici italiani dopo un lungo periodo di pre produzione, con progetti abbandonati e riformulati, cambi alla regia e nel cast. Basato sulla storia di Renato Vallanzasca, criminale condannato a quattro ergastoli per una serie di efferrati delitti, sequestri e rapine, la pellicola è stata anticipata da numerose critiche riguardanti la figura del Vallanzasca descritta da Placido, a detta di molti fin troppo tenero nei confronti di un pericoloso criminale al punto da farne quasi un eroe romantico. Il film è ispirato all'autobiografia " Il fiore del male. Bandito a Milano".
Nel cast figurano Kim Rossi Stuart,  Filippo Timi, Paz Vega, Valeria Solarino, Moritz Bleibtreu.

Ecco il trailer del film:

venerdì 14 gennaio 2011

Femmine contro maschi: trailer del film seguito di Maschi contro femmine

Uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 14 febbraio 2011 "Femmine contro Maschi", altra faccia della medaglia proposta dal regista Fausto Brizzi nel riuscito "Maschi contro femmine" uscito solo qualche mese or sono.  Il cast è in parte quello del primo film, con l'inversione fra i vari attori dei ruoli principali: i protagonisti di Maschi contro femmine hanno qui ruoli comprimari mentre coloro i cui personaggi erano solo abbozzati nel primo si ritrovano qui protagonisti.  E' diverso anche l'approccio, più improntato sul "maschio" il primo, spinto di più sul "femmina" il secondo. Nel cast, oltre a Fabio De Luigi, Giorgia Wurth, Nicolas Vaporidis, Giuseppe Cederna, Paola Cortellesi, Alessandro Preziosi, Paolo Ruffini, Carla Signoris, Lucia Ocone, hanno ruoli primari Claudio Bisio, Nancy Brilli, Luciano Littizzetto, Ficarra e Picone e Wilma De Angelis.

ecco il trailer del film: 

nota bene

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