mercoledì 3 novembre 2010

TOP BLOG cinema novembre 2010: la classifica wikio.it dei principali blog di cinema italiani

Pubblico in anteprima esclusiva, come oramai è consuetudine da diversi mesi,la classifica mensile dei migliori blog di cinema stilata da wikio.it. La "top blog cinema" di questo mese vede invariate le prime posizioni.   A valle della top 20 troverete un interessante spiegazione sul funzionamento del wikio score (più correttamente il twikio score), in modo tale da meglio comprendere come questa classifica viene generata mensilmente attraverso un algoritmo che tiene conto da una parte dei backlinks, dall'altra dei retweet  e del numero di voti ricevuti su wikio.
Come al solito, questa classifica verrà pubblicata anche nel mio blog dedicato a Napoli.
Ecco la classifica dei migliori blog di cinema di novembre 2010:

1cineblog
2Il Cinemaniaco
3CineTivù
4Best Movie
5Cinefestival
6www.vivacinema.it
7CineZapping
8Attenti al Cine
9Memorie di un giovane cinefilo
10Friday Prejudice
11Le recensioni di robydick
12Laboratorio di cinema: recensioni ed altro
13Cinema
14Eyes Wide Ciak!
15...ma sono vivo e non ho più paura!
16Book and Negative
17Al Cinema
18www.iocinemablog.it
19Maxso Film
20Future Film Festival

Note sulla generazione della classifica tematica

Le classifiche Wikio per ogni area tematica vengono calcolate in base ad un algoritmo studiato ad hoc per rendere, almeno sulla base del ragionamento tecnico/scientifico, un risultato valido e meritocratico.
Ovviamente la perfetta equità nel giudizio resta una chimera, ma noi ce la mettiamo tutta per raggiungerla! Infatti a partire dal mese di ottobre in Italia abbiamo iniziato ad utilizzare il nuovo algoritmo Twikio, il quale prende in considerazione:

1. il numero di backlinks ricevuti (ovvero altri blog che vi citano), ognuno dei quali ha un proprio punteggio che varia in base al Page Rank del blog che vi linka, ed ha una valutazione decrescente nel tempo (per limitare lo scambio di link per convenienza)
2. il numero di retweet (avere un bottone al termine di ogni post che lo permette è F O N D A M E N T A L E);
3. il numero di voti ricevuti su Wikio.

Il numero di visite, followers e commenti non viene preso in considerazione, in quanto ritenuti dati non abbastanza rappresentativi, ma stiamo lavorando per inserire anche gli "I like" provenienti da Facebook.
Molti blogger contestano i nostri criteri, alcuni criticano la mancanza di un occhio di riguardo per i contenuti, ma riteniamo che un approccio prettamente razionale sia il meglio che possiamo offrire per rendere un buon servizio ai nostri utenti.
Il nostro intento infatti non è stabilire quale blog sia il "migliore", ma intendiamo offrire agli internauti la Top 20 dei blog di tale categoria che in un dato mese ha pubblicato i post più interessanti, le notizie che dobbiamo assolutamente sapere, ecc...

martedì 2 novembre 2010

La scuola della violenza (1967): recensione del film con Sidney Poitier


To sir, with love (La scuola della violenza) è uno dei precursori dei cosiddetti "teacher drama" basati sul leit-motiv del docente "buono", moralista e motivatore che trasforma in poco tempo ragazzi difficili, provenienti in genere dalla periferia degradata. Strettamente legato per tematiche a Blackboard jungle (il seme della violenza) del 1955, in questo caso il grande Sidney Poitier lascia i panni del violento ragazzo sbandato per salire in cattedra ed interpretare il ruolo insolito di un ingegnere senza lavoro che decide di diventare docente per un anno in una scuola di frontiera della periferia londinese di fine anni '60, persona di cultura di colore in mezzo a ragazzi difficili e spesso semi-analfabeti bianchi.
Il sapore di "già visto" non deve trarre in inganno in quanto nella realtà sono tanti, tantissimi i film che si sono ispirati più o meno direttamente a questa pellicola ad avere tale sapore. 
Pur entro certi limiti, questa discreta pellicola fu innovativa in quanto trattava da un punto di vista del tutto originale il rapporto fra un docente idealista e moralista, conservatore nei modi e negli usi ed allo stesso tempo innovatore nel porsi dinanzi ai discenti, unico nero in un quartiere di bianchi, unico vestito british in un contesto già fortemente influenzato dalle correnti che avrebbero portato alle contestazioni del 1968. 
Emblematica in tal senso la frase con cui fu pubblicizzato il film, riportata anche sulle locandine del tempo:  A story as fresh as the girls in their miniskirts and as cool as their teacher. 
Il Mark Thackeray interpretato da Sidney Poitier deve al contempo vincere la reticenza dei propri colleghi ed il menefreghismo dei propri alunni,  le classiche infatuazioni di una giovane studentessa per il proprio insegnante,  il razzismo ancora imperante in una certa Inghilterra degli anni '60, le difficoltà, le paure ed i sogni di una generazione allo sbando, piena di buoni propositi ma del tutto incompresa dai propri genitori.  Per essere un film uscito prima del 1968 non è poco.

Il film è ricordato sopratutto per la colonna sonora, in quanto "To sir, with love" incisa da Lulu raggiunse la testa delle classifiche inglesi nel 1967 e raggiunse la testa della prestigiosa Billboard Hot 100, mantenendola per cinque settimane, fino ad essere indicato come miglior disco singolo pop del 1967. Lulu figurava inoltre nel cast, interpretando una delle alunne della classe.

giudizio complessivo: @@@1/2

Di seguito è riportato uno spezzone del film con la canzone di Lulu.

lunedì 1 novembre 2010

Maschi contro femmine: recensione e trama del film di Fausto Brizzi con Claudio Bisio, Fabio De Luigi e tanti altri


Uscito nelle sale cinematografiche italiane il 27 ottobre, Maschi contro femmine, insieme a Femmine contro maschi, secondo episodio già programmato per il prossimo San Valentino, rappresenta l'ultima fatica come sceneggiatore e regista di Fausto Brizzi, reduce dai successi delle sue prime tre pellicole (Ex e Notte prima degli esami 1 e 2). Maschi contro femmine rientra nel canonico filone della commedia corale all'italiana, prossima più ad alcune pellicole degli anni '70 e '80 che ai cinepanettoni o ai film di Boldi degli ultimi anni., nonostante lo stesso Brizzi sia stato più volte fra i co-sceneggiatori dei film diretti da Neri Parenti.  Se la necessità di dare spazio all'ampissimo cast ha prodotto una duplicazione della pellicola e crea anche solo in Maschi contro Femmine alcuni vuoti nella trama ed inutili lungaggini, va scritto che questa commedia leggera e senza pretese piace al pubblico e sono diverse le interpretazioni che convincono e superano non solo la solita mediocrità che tende a pervadere un certo tipo di pellicola ma anche la sufficienza piena.

In maschi contro femmine sono quattro le storie che in più di un'occasione si intrecciano e si sovrappongono, sopratutto dal lato “maschile”, dato che fra una partita a risiko ed una a trivial pursuit (con i marchi delle rispettive aziende produttrici bene in evidenza ovviamente) i protagonisti maschi tendono a confrontarsi ed a raccontare le proprie esperienze, fra battute e commenti tipici di un certo cameratismo sessista italico.  Le donne, maltrattate, usate come oggetto, tradite e comunque innamorate, nel confronto/scontro con i propri alter ego escono trionfatrici, in quanto il regista tende a sottolineare come sappiano reagire all'avanzare dell'età e ai problemi e come siano in grado di perdonare in nome dell'unità familiare e dell'amore.  Fra giovani e meno giovani, sono i primi a sfigurare ed a dare un quadro di sè eccessivo ed al contempo vuoto.  Dei diversi filoni narrativi, quello che sembra inutile e che non convince è proprio il triangolo etero-lesbo fra Andrea (Nicolas Vaporidis), Marta (Chiara Francini) e  la bella  e sensuale Francesca (Sarah Felberbaum), con quest'ultima oggetto del contendere fra i due giovani amici. 

La coralità dell'opera è del resto al contempo il punto di forza e la debolezza principale del film, dato che alcune storie avrebbero meritato maggiore spazio ed altre in realtà non aggiungono nulla al film ingolfandone la trama.

Piacevole e bravo come ultimamente capita spesso Fabio de Luigi, che insieme a Giorgia Wurth e a Lucia Ocone confeziona quello che è il miglior episodio sia per trama che per qualità di realizzazione. Brava ma un po' limitata dal ruolo Paola Cortellesi, affiancata da un Alessandro Preziosi che non convince mai pienamente nel ruolo di grande amatore un po' feticista (colleziona slip e tanga delle tantissime amanti) che, per aver ricevuto un rifiuto in amore, si ritrova impotente per un blocco psicologico.

Discrete le interpretazioni di Francesco Pannofino e Giuseppe Cederna. Da rivedere, per le motivazioni sopra espresse, i giovani del gruppo fra cui Nicolas Vaporidis e Paolo Ruffino.

Nel cast figurano anche Nancy Brilli in un ruolo alquanto autoironico, Luciana Littizzetto, Claudio Bisio e Emilio Solfrizzi che dovrebbero trovare maggiore spazio nel secondo episodio. Nell'episodio ambientato nel mondo del volley sono diversi i cameo di giocatrici famose quali Maurizia Cacciatori (che compare come telecronista ) ed Francesca Piccinini.

Giudizio complessivo: @@@
Il trailer è stato precedentemente pubblicato qui.

Il film non è adatto ai bambini per la presenza diverse scene di nudo e di sesso.

Di seguito è svelata parte della trama.
Marcello, Renato, Piero, Diego e Walter sono soliti incontrarsi per lunghe partite a Risiko o Trivial Pursuit durante le quali discutono delle proprie esperienze coniugali ed extra coniugali.
Walter, allenatore di pallavolo di una squadra di serie A femminile, è da poco diventato padre, non ha un rapporto con la moglie Monica da oltre dieci mesi ed è corteggiato assiduamente dalla bella capitano della squadra. Diego è un amatore incallito ed ama collezionare gli slip delle centinaia di amanti avute, con l'intento di "coprire" l'intero mappamondo. Piero e Marcello guardano dall'esterno le vicende degli amici, essendo già separati da tempo.  Renato è innamorato da anni di una propria collega ma non trova mai il coraggio per farsi avanti.

Questa recensione verrà pubblicata anche ne il laboratorio napoletano.

venerdì 29 ottobre 2010

Maschi contro femmine: trailer del film di Fausto Brizzi con Fabio de Luigi, Claudio Bisio, Paola Cortellesi

Sulla scia del successo ottenuto con EX, Fausto Brizzi torna a dirigere una commedia in cui diverse storie si intrecciano tra loro con il tema comune del conflittuale rapporto fra maschi e femmine, fra matrimoni, tradimenti, amori e litigi, amori etero ed omosessuali.  Nel cast figurano buona parte dei protagonisti della commedia italiana degli ultimi anni, da Fabio de Luigi (happy Family, Ex, etc.) a Claudio Bisio, da Paola Cortellesi a Lucia Ocone, da Alessandro Preziosi a Nicola Vaporidis.

La recensione è disponibile qui.

Ecco il trailer del film uscito nelle sale cinematografiche il 27 ottobre 2010:

giovedì 28 ottobre 2010

Wall street il denaro non dorme mai: recensione e trama del film di Oliver Stone con Michael Douglas e Shia Labeouf


Ventitre anni dopo l'uscita nelle sale cinematografiche di Wall Street, Oliver Stone torna dietro la macchina da presa per dirigere Michael Douglas nuovamente nei panni tirati a lucido di Gordon Gekko.  Wall Street il denaro non dorme mai (titolo originale: Wall Street: Money Never Sleeps)  nei cinema italiani dal 22 ottobre, è infatti un vero e proprio sequel del film cult del 1987, con lo stesso protagonista (Gordon Gekko/Michael Douglas) e gli stessi argomenti di massima, anche se affrontati da un punto di vista differente e  con diverse conclusioni. Se negli anni '80  Oliver Stone criticava lo yuppismo e l'eccesso di certi singoli personaggi della finanza americana, ora il dito è puntato contro il sistema intero, marcio a tal punto dall'essere diventato una macchina ingovernabile in cui gli esperti di finanza ed i manager dei grandi istituti bancari finiscono per diventare non più marionettisti ma marionette stesse del sistema, incapaci di controllare la serie di eventi causati dalle proprie azioni scellerate. 
Il film è ambientato in parte nel 2008, all'inizio della crisi economica mondiale che perdura tuttora, allorquando, come fulmini a ciel sereno per la stragrande maggioranza delle persone, come previsto da pochi, pochissimi esperti di mercato, crollarono una dietro l'altra diverse banche d'affari statunitensi e diverse grandi aziende. Oliver Stone tende ad approfondire non poco il problema, entrando in dettagli che forse possono annoiare spettatori poco propensi a film che contengano anche nozioni documentaristiche, ma che di sicuro contribuiscono a comprendere meglio il filo della narrazione.  Non pochi minuti sono dedicati alla descrizione di aziende "verdi" che necessitano di finanziamenti e finanziatori per portare avanti progetti innovativi nel campo dell'energia pulita e rinnovabile... qualcuno si potrà annoiare ma è un bene che se ne parli anche al cinema (consiglio il mio blog di ingegneria per eventuali approfondimenti).

Se Wall Street è descritta come un covo di  personaggi geniali e sadici, incapaci di comprendere a cosa possano portare le proprie decisioni, presi come sono esclusivamente a seguire il dio denaro,  l'intera New York è descritta in modo magistrale dal regista... una città magica e bellissima,  con i suoi ampi e splendidi skyline e le nubi che si specchiano nei grattacieli.
Il film nel suo complesso è da vedere, anche se non è -come mai accade per i sequel - paragonabile alla pellicola originale.  I 133 minuti scorrono abbastanza fluidi, tranne forse per alcuni excursus necessari per far comprendere allo spettatore cosa sia la fusione o cosa siano le pellicole di film fotovoltaico. Stone non sarà più quello di un tempo, avrà magari ammorbidito certe posizioni, ma è indubbio che la qualità di un film firmato Oliver Stone sia di gran lunga superiore rispetto a quel che negli ultimi tempi Hollywood ci ha propinato.
Ottimo Michael Douglas, un Gekko un po' invecchiato e sotto certi aspetti più umano, conscio del fatto di non essere più lui il cattivo, l'avido o quanto meno di non essere il peggiore in un mondo frequentato prevalentemente da speculatori senza alcun scrupolo.  In crescita, grazie alla sapiente mano del regista, Shia Labeouf, in un ruolo diverso da quello con cui è conosciuto dal grande pubblico (Transformers, Indiana Jones ed il teschio di cristallo).  Più che discrete le interpretazioni sia di Carey Mulligan (Brothers, Nemico Pubblico) che di Josh Brolin (Non è un paese per vecchi e decine di altri film a partire dal mitico I Goonies).
Grande come sempre, anche se in un ruolo secondario, Susan Sarandon. Nel film compare in un cameo Charlie Sheen, protagonista insieme a Douglas dell'originale Wall Street del 1987. Nel cast non può non essere citato Frank Langella (il conte Dracula del 1979 e Nixon nel film del 2009) che interpreta il mentore del giovane protagonista.

giudizio complessivo: @@@@

Di seguito è descritta parte della trama del film:

Dopo cinque anni di processo estenuante ed otto di carcere, Gordon Gekko è di nuovo un uomo libero ma ha perso tutto. All'uscita dal carcere infatti non c'è nessuno ad attenderlo:  il figlio è morto per overdose mentre lui era in carcere e l'amata Winnie, la figlia,  non ha voluto più vederlo dal giorno della morte del fratello.  Del tutto fuori dal mondo della grande finanza, si è reinventato scrittore di successo grazie all'autobiografico  "Is Greed Good?", l'avidità è buona?, passando intere giornate a firmare autografi nelle librerie o a tenere conferenze all'interno delle università.  La figlia Winnie (Carey Mulligan) è una blogger di successo e gestisce un sito -"la fredda verità"- che può contare oltre 50.000 contatti giornalieri. Il fidanzato di lei, Jacob (Shia Labeouf) è un geniale broker finanziario con il pallino per le fonti rinnovabili, mentre la madre di quest'ultimo, interpretata da Susan Sarandon, è una ex infermiera di ospedale riciclatasi nel settore immobiliare, impegnata a comprare case per poi rivenderle a prezzo maggiorato.
Durante una delle sue conferenza Gordon Gekko sostiene che la bolla del mercato immobiliare scoppierà e sono in tanti a ridere fra gli esperti di mercato. Pochi giorni dopo però  cominciano a circolare strane voci riguardanti la banca d'affari Zabel, all'interno della quale lavora Jacob ed il cui maggiore azionista e fondatore  è Lewis Zabel, mentore del giovane genio della finanza. Dalle voci incontrollate di possedere "titoli tossici" al tracollo finanziario il passaggio è breve e la riunione in cui i grandi di Wall Street tutti elegantissimi ed all'apparenza tranquilli, sanciscono il crollo della banca d'affari Zabel è sintomatica di come  questi siano convinti di poter gestire la situazione e trarne profitto.  La morte per suicidio di Zabel porterà il giovane Jacob ad avvicinarsi, all'insaputa della futura consorte - è l'anziano Lewis a suggerire al giovane di vivere, sposare l'amata e distaccarsi dal mondo della finanza - , a Gordon Gekko per conoscere il nome di chi ha finanziariamente ucciso il proprio mentore....

Questa recensione è stata pubblicata anche ne "Il laboratorio napoletano".

nota bene

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